Castello di Caudino

Nominato per la prima volta nel 1338, Caudino è uno dei castelli più tardi di Rocca Contrada. Era un baluardo importante per la difesa del territorio situato ad ovest di Arcevia verso Pergola. Conserva il pittoresco portale d’accesso e parte dell’antica struttura fortificata.Nei pressi del castello fu combattuta una memorabile battaglia tra le forze Guelfe e Ghibelline per il possesso del territorio.Nel centro, di fianco all’antica torre campanaria, sorge la Chiesa di S. Stefano ristrutturata nel Settecento, che custodisce un affresco del 1500 raffigurante la Madonna di Loreto.
fonte: turismo.marche.it

Castello di San Pietro in Musio

Il piccolo castello di S. Pietro sorge su un poggio (354 m.), a breve distanza da Loretello; menzionato per la prima volta nel 1230, quando alcuni suoi abitanti fanno atto di castellania a Rocca Contrada. Pressoché invariato nel suo impianto urbanistico quattrocentesco, conserva però poche tracce delle strutture murarie originarie. Rimangono la cinta muraria a scarpa in laterizio con il camminamento di ronda. Appena fuori le mura sorge il Santuario della Madonna di Montevago (sec. XVI), dove si conserva la bella immagine mariana affrescata da Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica.
fonte: turismo.marche.it

Castello di Palazzo

Palazzo è uno dei castelli più caratteristici del territorio arceviese. Sorge a m. 508 nell’alta valle del torrente Fenella, ubicato sulle pendici del Monte Caudino. Nel 1130 fu donato all’eremo di Fonte Avellana. Nel medioevo era proprietà degli arcivescovi di Ravenna e poi conteso tra i vescovi di Fossombrone e Senigallia. Passato sul finire del Xlll sec. sotto il dominio di Arcevia a seguito della vittoriosa guerra condotta contro la città di Fossombrone, ne seguì le vicende storiche. Conserva quasi intatta la struttura urbanistica medioevale: è dotato di possenti tratti di mura in pietra e cotto e di una bella porta d’accesso quattrocentesca. Da ammirare sono la chiesa parrocchiale dei Santi Settimio e Stefano (1ª metà sec. XVIII), imponente costruzione tardobarocca – probabilmente opera di un esponente della famiglia di architetti Vici originari di Palazzo – con splendidi altari marmorei e bella tela settecentesca di scuola veneta, e l’Oratorio Privato di S. Venanzio (1751-’59), eretto su progetto di Arcangelo Vici, con notevole interno affrescato.
fonte: turismo.marche.it

Castello di Piticchio

Piticchio, uno dei castelli più suggestivi e meglio conservati dell’arceviese, sorge su un poggio (379 m. d’altitudine) , a circa sette chilometri da Arcevia. Si afferma da vari storici che sorse sulle rovine della città romana di Pitulum, tuttora di incerta identificazione. Nominato per la prima volta nel 1223 tra i possedimenti del vescovo di Senigallia, viene sottomesso da Rocca Contrada, dopo varie distruzioni, alla fine del ‘200.Ottimamente restaurato il castello ha un impianto tipicamente quattrocentesco. Splendido il camminamento di ronda che permette di percorrere l’intera cinta muraria, con l’ampia scarpa che caratterizza buona parte del circuito. Nella chiesa parrocchiale di S. Sebastiano si può ammirare un imponente dossale di legno intagliato e dorato (XVI sec.) su cui sono incastonate appositamente 3 tele e due tavolette, capolavori della maturità di Ercole Ramazzani (anni ’90 del ‘500).
fonte: turismo.marche.it

Castello di Nidastore

Il Castello di Nidastore – “nido degli astori”, ossia dei falchi che venivano usati per la caccia nel Medioevo – è il castello più settentrionale di Arcevia, ai confini con la provincia di Pesaro. Nidastore sorse verso la metà del XII secolo e fu da sempre conteso tra il Vescovo di Fossombrone e Rocca Contrada.

Nel 1408 il castello venne concesso al nipote del Vescovo Raniero di Taddeo dei Ranieri di Pesaro, che venne ucciso da fuoriusciti da Rocca Contrada.

A questa vicenda è legata la tradizione secondo cui il Ranieri sarebbe stato ucciso dagli stessi abitanti di Nidastore in seguito alla pretesa dello stesso di esercitare lo jus primae noctis sulle loro spose.

Nel 1462 il castello fu definitivamente riconosciuto a Rocca Contrada da Pio II.

L’abitato attuale risale alla seconda metà del ‘400: la cinta muraria, su cui poggiano le abitazioni e alcuni palazzi con portali cinquecenteschi e seicenteschi, è ben conservata.
fonte: turismo.marche.it

Castello di Montale

Il Castello di Montale è situato in un poggio ad andamento circolare, che si trova ai confini con il Comune di Serra de’ Conti. Nominato per la prima volta come possesso del Vescovo di Senigallia (1223), venne distrutto due volte da Rocca Contrada (prima nel 1250 poi nel 1280) per la conquista dell’importante avamposto. Dell’antica fortificazione è da notare il camminamento di ronda sul lato nord ed a sud la torre di guardia, riutilizzata e riproposta come campanile della chiesa di S. Silvestro, riedificata dopo il 1830. L’uso del laterizio è dominante sia per le costruzioni interne che per le mura di cinta.
fonte: turismo.marche.it

Castello di Loretello

Tra i castelli del territorio rimasti Loretello è quello più antico: nominato per la prima volta nel 1072, edificato insieme alla chiesa di S. Andrea dai monaci di Fonte Avellana, divenne possesso di Rocca Contrada nella seconda metà del ‘200. Il vero e proprio castello, come appare oggi, risale ad un ampliamento avvenuto probabilmente tra la fine del ‘300 e i primi decenni del ‘400. Quasi intatti sono le sue mura, i rivellini ed il bel ponte di accesso a tre arcate. L’edificio più importante, oltre allo spettacolare ponte d’accesso in laterizio (sec. XV), è il grande torrione circolare quattrocentesco con ancora visibili gran parte delle feritoie..
fonte: turismo.marche.it

Castello di Avacelli

Il Castello di Avacelli, attestato dal 1248, venne fondato da Rocca Contrada su di una collina al confine con il territorio di Serra S. Quirico. Dell’antica struttura difensiva rimane la porta d’ingresso con il rivellino e parte della cinta muraria in pietra, completamente priva di scarpa. Interessante la chiesa castellana di S. Lorenzo (2ª metà sec. XV), che conserva al suo interno uno spettacolare dossale in terracotta dipinta rappresentante la Madonna della Misericordia (sec. XVI),
attribuibile ad un artista marchigiano influenzato sia dall’Agabiti sia dalla bottega robbiana di Fra Mattia.
Ai piedi della collina, in una valle appartata nella boscaglia, sorge la chiesa di Sant’Ansovino, unica testimonianza locale di architettura romanica, con facciata a capanna, abside semicircolare, ed archetti ciechi sulla parete laterale destra. Oltre alla croce in cotto incastonata nella facciata, pregevoli sono gli antichi capitelli reimpiegati, di probabile origine altomedievale, gli affreschi e le sinopie contenute all’interno.
fonte: turismo.marche.it

Castello di Castiglioni

Il Castello di Castiglioni si trova ai confini con il territorio di Serra de’Conti. Attestato dal 1289 come castellare, è stato probabilmente fondato dopo l’abbandono del castello di Fossaceca che si trovava nei pressi. E’ solo agli inizi del ‘400 che diventa un vero e proprio castello, fortificato in modo organico ed unitario dal Comune di Rocca Contrada per difenderne gli abitanti dai pericoli delle guerre in corso (il castello fu occupato da Braccio da Montone).
Castiglioni presenta ancora la caratteristica struttura medievale, con mura ben conservate e due suggestive
porte fortificate. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Agata, conserva al suo interno la Madonna del Rosario (1589) – una delle migliori opere di Ercole Ramazzani – e un Crocifisso ligneo del XV secolo.
Al di fuori delle mura interessante è la chiesa di S. Maria della Piana (XIII secolo), dalla curiosa facciata rettangolare, che custodisce un San Sebastiano, affresco attribuito ad Andrea di Bartolo da Jesi (1474).
fonte: turismo.marche.it

Castello della Pieve

Non lontano dall’antica Pieve d’Ico, l’attuale Mercatello sul Metauro, si eleva un castello medievale rimasto quasi intatto e che si collega a vicende dantesche. Domina tutta l’alta valle del Metauro e si presenta ai nostri occhi come un classico insediamento fortificato d’altura.

Rocche, castelli, torri, e antichi borghi murati sono una presenza continua nel territorio appenninico e spesso passano inosservati perché presenti da sempre.

Sparsi in ogni angolo del territorio ci ricordano uno dei primi bisogni dell’uomo: quello di difendersi. Mercatello sul Metauro ridente cittadina al di fuori dei tipici itinerari turistici, ne offre un’importante testimonianza: il Castello della Pieve.

Dante Alighieri

Come ricordato dalla targa sulla torretta d’avvistamento, il castello è famoso per essere stato il luogo dove si decretò l’esilio di Dante Alighieri.

Il 4 ottobre del 1301, infatti, Corso Donati, comandante dei Neri di Firenze andato al potere, firmò numerose condanne all’esilio di esponenti della parte avversa, fra cui quella di Dante, accusato di baratteria, di guadagni illeciti e di opposizione al Papa, e condannato a due anni di esilio, all’ammenda di 500 fiorini e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Importanza Strategica

Abbarbicato su una collina, il castello domina tutta l’alta valle del Metauro e si presenta ai nostri occhi come un classico insediamento fortificato d’altura.

Grazie alla sua posizione ebbe un forte rilievo per la geografia militare dell’antica provincia della Massa Trabaria, ma con il passare del tempo perse la sua funzione militare ed iniziò a popolarsi di abitazioni di contadini, fino a diventare un borgo laborioso e una comunità autonoma e autosufficiente.

Durante il dopoguerra, con la fuga dalle campagne, purtroppo questo fiorente borgo diventò un villaggio fantasma, e corse il rischio di essere perduto per sempre, ma con un’attenta opera di restauro, oggi questo nucleo architettonico costruito in pietra arenaria e dominato dalla sua imponente torre d’avvistamento a pianta quadrata, è tornato a rivivere e regalarci indimenticabili suggestioni.

Aula Verde

Oggi il Castello viene utilizzato per un progetto naturalistico-didattico:
Aula Verde di Castello della Pieve, che ha lo scopo di illustrare ed insegnare agli studenti, che verranno a contatto con l’ambiente e l’eco-sistema locale, come rispettare l’ambiente e come intervenire correttamente su di esso.

Per informazioni e prenotazione:
Comune di Mercatello sul Metauro
Tel. 0722/89144