Campofilone

Situato in posizione collinare lungo la costa adriatica tra San Benedetto del Tronto e Fermo, il paese domina la bassa valle dell’Aso coniugando, in uno splendido affresco naturale, il verde della campagna marchigiana con l’azzurro del mar Adriatico.

Le vie e gli scorci raccontano ancora le vicende secolari di un insediamento romano prima e di un lungo controllo dei vescovi fermani poi.

Al centro storico, racchiuso da solide mura che ne proteggono l’integrità e le bellezze di un tempo, vi si accede percorrendo un breve viale alberato reso unico da maestosi pini secolari.

Il borgo, di forma affusolata, sorge lungo una via principale in cui si affacciano i principali edifici alle cui spalle si apre un labirinto di vicoli, a tratti coperti da volte a botte e a crociera e che, di tanto in tanto, lasciano intravedere la bellezza del panorama che lo circonda: il calmo mare Adriatico, le dolci colline fino ad arrivare alle vette imbiancate dei monti Sibillini.

Passeggiando per le vie si sente ancora il profumo dell’antichissima tradizione culinaria: da sempre viene prodotta una specialità gastronomica di gran pregio i “Maccheroncini di Campofilone”, sottilissimi fili di pasta all’uovo conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

La Storia

Il paese si è sviluppato da un borgo, formatosi nell’alto medioevo, attorno all’abbazia benedettina di San Bartolomeo. Nel XII sec.il monastero è stato sottoposto al vescovato di Fermo e vi rimase fino al 1342.

La via degli Orti, con volta a botte, il viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina, Porta da Sole e Porta da Bora sono segni evidenti del passato.

La chiesa abbaziale, ricostruita nella seconda metà del XIX sec., è a croce greca. E’ stata affrescata dal Fontana e decorata con figure di santi, tendaggi e marmi preziosi dal suo allievo Nicola Achilli.
Del Fontana sono anche gli affreschi della chiesa di San Patrizio.

I Maccheroncini

Vantano una tradizione antichissima i “maccheroncini di Campofilone“, anticamente considerati un piatto nobile; già nel ‘400 sono detti “maccheroncini fini fini”, in una corrispondenza dell’abbazia di Campofilone. Nel corso del tempo è divenuta famosa la “Sagra dei maccheroncini” che porta nella località migliaia di turisti ogni anno nel mese di agosto.

ABBAZIA DI SAN BARTOLOMEO

L’abbazia di San Bartolomeo nasce come chiesa romanica nel XI secolo sulle fondamenta di una villa romana e un tempio pagano.

Di pianta rettangolare con una navata principale, una navata secondaria coperta con capriate in legno di quercia e torre campanaria sul lato destro.

Esternamente aveva tutte le caratteristiche dell’architettura romanica: paramento in mattoni, archetti pensili, finestre afore e due ingressi, il principale decorato in pietra con colonnine e archi decorativi, il secondario privo di decori.

Nella prima metà del 1800 venne demolita ed al suo posto venne ricostruita, in circa 9 anni, una chiesa di dimensioni maggiori, in stile neoclassico con pianta rettangolare in cui vi è inscritta una croce greca con soffitto coperto da volta a botte e cupola posta al centro della croce, presbiterio ed abside semicircolare con coro in legno di noce.

Progettata dal’ing. Roncalli nella sua interezza presenta dipinti di santi protettori del maestro Luigi Fontana e pregiatissimi stucchi e tendaggi realizzati dal suo allievo Niccolò Achilli.

Molto importante anche la canonica in cui è presente una sala detta “degli stemmi”, interamente decorata con dipinti che raffigurano squarci di paese risalenti al secolo scorso e gli stemmi degli abati commendatari succedutisi dal 1564 ad oggi.

PORTA MARINA

Vero e proprio simbolo di Campofilone è l’ingresso principale dell’affascinante borgo.

Di origine medievale presenta un arco ogivale e merlatura ghibellina, venne restaurata e in parte modificata nella prima metà del XVIII secolo.

Sono ancora presenti i cardini per la chiusura della porta in legno e una botola e delle feritoie realizzate per gettare acqua o olio bollente sui nemici pronti ad assaltare il castello.

Era una torre porta con ponte levatoio e stanza per gli armamenti. Sulla parete esterna sono presenti lo stemma araldico del paese e un agnello simbolo della protezione della Chiesa.

LE PALOMBARE

Ubicata poco distante dal paese c’è una struttura muraria a pianta quadrata con torretta utilizzata come ritrovo di caccia nel XVI secolo, poi come palombara detta ” La Castagna” per via della strana merlatura che ricorda il frutto autunnale.

Simili alla struttura della “Castagna”, ma più antiche, sono le Palombare, che vengono costruite nel XV secolo. Nel territorio di Campofilone se ne trovano tre: due in zona Montecamauro e una in zona Marina.

PORTA DA BORA E PORTA DA SOLE

Nel periodo repubblicano la via che unica Cupra e Fermo passava per Campofilone e le due porte rappresentavano i due ingressi, verso nord e verso sud, al paese.

La porta da bora venne ricostruita in epoca rinascimentale e venne inglobata all’edificio, ma ha sempre mantenuto la sua funzione.

Da qui due ripide strade, contrada molino e contrada monterubbianese, collegavano il paese con la valle dell’Aso.

Porta da sole venne costruita agli inizi dell’XI secolo e per tutto l’alto Medioevo era l’ingresso principale del Castello di Campofilone.

Verso la fine dell’ 800, lo stato di abbandono e l’incuria ne hanno fatto perdere la struttura, ora rimangono solo le mura e un passaggio coperto con volte a crociera che probabilmente era collegato all’antica porta.

L’ORTO ABBAZIALE

Nella parte più ad ovest del borgo, circondato da solide mura medievali, c’è l’orto abbaziale”.

E’ un giardino retrostante l’abbazia di San Bartolomeo, “..che volge lo sguardo a paesi arroccati sulle alture, sempre più minuscoli finché il territorio non si confonde con l’ultimo orizzonte..” (l’Abbazia e il Castello di Campofilone, Don Vincenzo Galiè).

Originariamente lo spazio veniva utilizzato dai monaci benedettini come orto, da cui ne prende il nome e fino al 1700 erano presenti 56 ulivi (documentati dal catasto gregoriano).

Nella prima metà del XIV secolo la città di Fermo fece costruire le mura a difesa del castello di Campofilone ed attualmente se ne conserva un bel tratto con un torrione poligonale con merli a coda di rondine e arco a sesto acuto.

Esiste ancora una botola, sotto l’arco, un tempo dotata di scala che permetteva l’accesso alla merlatura. Queste mura conferiscono una forma ellittica al paese.

CHIESA DI SANTA MARIA DI INTIGNANO

Costruita nel 1556 e recentemente restaurata, si trova fuori dal paese, in località Santa Maria a circa un chilometro dalle mura castellane su una collina alla quale si accede percorrendo una strada che dalla zona ovest del paese si arrampica fino alla chiesa.

Circondata da una pineta secolare gode di un magnifico panorama che va dal mare Adriatico ai monti Sibillini.

E’ una piccola costruzione di pianta rettangolare, un unico ambiente coperto con capriate in legno, dietro l’abside è presente una scala a chiocciola che porta ad una stanza con camino che probabilmente fungeva da sosta per il sacerdote che dall’abbazia principale andava a dir messa fuori il paese.

All’interno si possono ammirare due tele del maestro Sebastiano Ricci del 1755 e il crocefisso ligneo risalente al XII sec. La campana posta sul piccolo campanile è stata costruita a Venezia agli inizi del XVI secolo e porta la firma di Domenico Maccarin.

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