Monastero di Fonte Avellana

Il monastero di Fonte Avellana, dedicato alla Santa Croce, si trova nel comune di Serra Sant’Abbondio, è posto in una valle solitaria ricca di boschi ai piedi del Monte Catria (1701 m.).

L’Eremo fu fondato nel 980 da San Romualdo e, tra gli ospiti più illustri, ebbe San Pier Damiani.

Persino Dante Alighieri sarebbe stato qui (il canto XXI del Paradiso fa menzione del luogo).

Oggi l’Eremo è abitato da monaci camaldolesi: in epoca alquanto recente lavori di restauro hanno valorizzato talune parti romanico-gotiche del complesso.

Il 5 settembre 1982 papa Giovanni Paolo II ha visitato Fonte Avellana in occasione delle celebrazioni del millenario della fondazione dell’Eremo.
Nel marzo dello stesso anno il Papa aveva elevato la chiesa abbaziale alla dignità di basilica minore.
Naturalmente, sia a chi è credente, per motivi religiosi, sia a chi non lo è, per motivi culturali, necessiterebbe un minimo di preparazione all’incontro con uno dei poli dei misticismo.

La Chiesa

Consigliamo di visitare dapprima la chiesa romanico-gotica, con l’interno a croce latina, volte a botte e una grande abside.
Sull’altare maggiore un Crocifisso in legno del 1567. Il vicino campanile è della fine del XV secolo.

A destra della chiesa c’è la cappella Pier Damiani, costruita in epoca recente per celebrare il nono anniversario della sua morte.
Si può visitare anche la sala intitolata al santo che presenta una volta analoga a quella delle chiesa, mobili antichi e finestre gotiche a tre lobi.

Lo Sriptorium

Si passa quindi nello Scriptorium, il cui elemento di maggior interesse è uno scrittoio cinquecentesco, sapientemente elaborato.

Le Biblioteche

La Biblioteca storico-monastica fu fatta allestire nel 1733 dall’abate Giacinto Boni.
Oggi contiene quasi tutto il patrimonio librario antico di Fonte Avellana che è costituito da circa 25.000 volumi tutti stampati a partire dalla scoperta della stampa (il libro più antico è un incunabolo del 1470) fino alla fine del sec. XIX.

A Dante Alighieri è intitolata la biblioteca moderna di circa 10.000 volumi.

Il Monastero

Varcata una porta, s’incontrano il piccolo, armonioso chiostro, con archi in parte romanici e in parte gotici, e l’adiacente sala capitolare, nonché il barocco refettorio.
In quest’ultimo è visibile il Martirio di Sant’Andrea, copia del Reni eseguita da Giorgio Giuliani nel 1622.

E’ interessante visitare anche le celle che risalgono ai tempi di fondazione dell’eremo: i monaci ricevevano il cibo da piccole finestrelle.

Alla fine del corridoio, sulla sinistra, la camera dove si tramanda sia stato ospitato Dante attestato da un busto del poeta e da una lapide commemorativa collocati nel 1557 dal cardinale Ridolfi.

Salendo per un ampio scalone al piano superiore, che fu voluto da Giulio II, si possono vedere altre celle ed inoltre la Sala delle Accademie, con molti dipinti, e la Biblioteca G. Boni dove è ancora possibile vedere, dopo le spoliazioni subite nel corso dei secoli, una stauroteca d’arte bizantina risalente al secolo XII a sbalzo dorato nonché un leggio settecentesco con bei pannelli fatto nel 400.

Esterni

A completare la bellezza del luogo concorre un ricco orto botanico che ospita diverse specie arboree dell’Appennino, tra le quali spicca un grande tasso secolare alto 15 metri, uno degli alberi monumentali d’Italia.

Trovandosi sulle pendici del monte Catria, il monastero è un’ottima base per i percorsi che si possono praticare per ammirare la natura in cui è immerso.
consigliato: https://www.pesarotrekking.it/monte-catria/sentiero-77.html

Una curiosità divertente: a circa 300 metri dall’eremo la particolare conformazione della valle dà luogo ad un’eco lunghissima, tanto che i visitatori sentono ripetere anche un intero verso della DivinaCommedia.

Tra ’ due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che ’ troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria.

informazioni: https://fonteavellana.it

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