Fano

Fano
Città vivace, culturalmente aperta, che brilla per il commercio, l’attività di pesca e l’estrosità dell’offerta turistica, nella quale ricomprendiamo anche una scelta enogastronomica accurata, in linea del resto con quella di tutta la riviera della provincia. Bianchello del Metauro e Sangiovese dei Colli Pesaresi sono i vini DOC piú notevoli. Di Fano parlava già Cesare nel “DeBello Civili”, e poi Vitruvio. La città fu a capo della Pentapoli marittima, poi conobbe lotte cruente, nel XIII secolo, tra le famiglie Del Cassero e Da Carignano. nel 1357 il cardinale Albornoz pubblicò le Costituzioni Egidiane Fanesi, quindi la città fu dominata dai Malatesta e dai Montefeltro. Fano ebbe una sua propria Zecca per battere moneta, e una Università. Oggi è famosissima per il Carnevale mascherato e i suoi mastodontici carri.

Al centro della città, in piazza XX Settembre, sorge il bel Palazzo della Ragione e, proprio nel mezzo, c’è la Fontana della Fortuna del Cinquecento. Attraverso il rinascimentale arco Borgia-Cybo (XV sec.) si passa a quell’autentico gioiello che è la Corte Malatestiana, usata ancor oggi come contenitore per spettacoli estivi. Notare soprattutto la Loggia del Sansovino nella parte destra dell’edificio e il suggestivo portico su colonne di Filippo di Domenico. Di fronte sorgono Museo Civico e Pinacoteca: il primo documenta gli insediamenti preistorici e le tracce della civiltà romana, la seconda raccoglie collezioni di monete, medaglie, stampe e dipinti (tra gli altri, quelli di Giovanni Santi, Guido Reni, Domenichino e il famoso Angelo Custode del Guercino, caro ai fanesi ma anche al poeta inglese Robert Browning). Suggeriamo poi di percorrere via Nolfi per giungere al piazzale Malatesta dove sorge la Rocca omonima, a pianta rettangolare e con bastioni angolari (sec. XV). L’itinerario consente di osservare la Chiesa di San Domenico, romanico-gotica (XIV sec.), purtroppo in parte rovinata da eventi bellici: una lapide attesta che vi fu sepolto Jacopo del Cassero.
Più oltre, la Cattedrale, originaria del X sec., più volte ricostruita e restaurata fino all’ultimo, arbitrario intervento del 1925: all’interno è da vedere la Cappella Nolfi, dipinta dal Domenichino, anch’essa in condizioni non ottimali. Sempre in via dell’Arco di Augusto un armonioso edificio del 400 con portico a cinque archi: si tratta delle Logge di San Michele, notevoli anche all’interno, soprattutto nel piccolo cortile. Si arriva cosi all’autentico simbolo architettonico di Fano: l’Arco di Augusto (eretto nel Il sec. d.C. dai cittadini locali in onore dell’Imperatore) celeberrimo, solenne, euritmico. L’Arco indicava il congiungimento con la Via Flaminia, ed è in pietra arenaria rivestita di travertino. Nell’iscrizione, una parte delle lettere bronzee è saltata. Questa la ricostruzione dei filologi: “Imperator Caesar Divi Filius Augustus Pontifex Maximus Consul XIII Tribunicia Potestate XXII Imperator XXXVI Pater Patriae Murum Dedit“.
I cultori d’arte religiosa potranno vedere le Chiese di San Michele (bel portale rinascimentale), vicinissima all’Arco, e in via De Tonsis, quella di Santa Maria Nuova (o San Salvatore), con dipinti del Perugino, su uno dei quali “La Pietà” si vuole abbia compiuto studi ed esercitazioni Raffaello Sanzio.
Dedicata al patrono della città è San Paterniano, del 500, attribuita a Jacopo Sansovino. Nell’interno, sobrio, spiccano talune intonazioni venete. Bello l’adiacente chiostro del convento dei Cappuccini. Passeggiando per via XII Settembre si ammira il poderoso Bastione del Sangallo (sec. XVI). Si giunge così alla stazione ferroviaria e, girando verso il vicino Istituto tecnico, s’imbocca via Nolfi che ci conduce alla chiesa di San Pietro in Valle, degna di attenta visita, soprattutto nell’interno dove spicca l’ardita cupola traforata, ma dove ci sono anche pregevoli dipinti e un notevolissimo Crocifisso ligneo attribuito al Liberi. Per i cultori di libri, ricordiamo che la Biblioteca Federiciana di Fano è una delle più famose e fornite della regione con i suoi 200.000 volumi, le 3000 cinquecentine, gli incunaboli, i manoscritti, le lettere e stampe: si trova in via Castracane e il nome deriva da quello del fondatore, l’abate Federici. Completiamo la visita di Fano, città complessa e assai ricca, con la visione delle Arche Malatestiane, in via San Francesco d’Assisi: esse consistono in sarcofagi e pietre tombali, tra i quali spiccano le tombe di Paola Bianca e del marito Pandolfo III Malatesta. Il contesto, con un ampio portico gotico a tre archi neogotici, completa degnamente l’armonia del monumento. Fano è una città con un turismo balneare familiare e brillante nel contempo: per tale ragione, anche una bella passeggiata sul lungomare, potendo disporre del tempo necessario, consentirà di prendere confidenza con il clima simpatico delle spiagge di Levante (Sassonia) e di Ponente (Lido) nonché con il porto-canale.

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