Poggio San Marcello

Poggio San Marcello sorge a 385 m. s.l.m. tra le colline della riva sinistra del fiume Esino.

Il toponimo è riferibile alla chiesa di San Marcello al Poggio primo edificio noto del posto.

Nel territorio di Poggio San Marcello, esistevano insediamenti umani nel VI secolo a.C. ma di certo, prima del XIII secolo, c’era un insediamento di monaci, poco distante dall’attuale borgo.

Su un’altura, i monaci avevano edificato la chiesa in stile romanico-benedettino di “San Marcello al Poggio“, a cui era seguito lo sviluppo di abitazioni.

Con la costruzione del castello gli abitanti si spostarono dentro le mura e del primo insediamento rimase solo la chiesa.

Nel 1301, il Castello di Poggio San Marcello fu assoggettato alla città di Jesi, di cui seguì le vicende storiche.

Ancora oggi, il ben conservato centro storico di Poggio San Marcello a forma ogivale, è racchiuso tra le mura castellane dotate di torri e torrioni.

Il territorio è vocato alla viticultura e Poggio San Marcello rientra tra i comuni della DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Da Vedere

La Chiesa di San Marcello al Poggio di stile romanico-benedettino

La Chiesa di Santa Maria del Monte di cui si ha notizia fin dal 1200

La Chiesa Parrocchiale San Nicolò Da Bari

La Cripta Gotica risalente al 1300 ai piedi della casa parrocchiale

Nei prossimi giorni a Poggio San Marcello

Castelplanio

Castelplanio si trova a 305 m. s.l.m. tra le colline sulla riva sinistra del fiume Esino.

Il toponimo deriva dalla collocazione pianeggiante del castello che appunto era denominato Castel del Piano.

In epoca romana nel territorio c’erano diverse “ville” sparse ed un insediamento identificato nella zona di Borgo Loreto.

Castelplanio si sviluppa dal vicino monastero di San Benedetto dei Frondigliosi già presente nel 1199.

Il castello venne edificato nel 1283 nei pressi del monastero.

Il XV secolo vide Castelplanio prima sotto il potere dei Malatesta di Rimini, quindi di Francesco Sforza per essere poi riportato allo Stato della Chiesa da Niccolò Piccinino che però rase al suolo le mura.

Le mura furono ricostruite in trenta anni, per subire, nel 1517, un nuovo assedio da Francesco Maria I della Rovere in contrasto con il papa.

Castelplanio ha un territorio votato storicamente alla viticultura ed è uno dei comuni classificati per la DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Da Vedere

L’Abbazia di San Benedetto de’ Frondigliosi del XII secolo

Il palazzo comunale, Palazzo Fossa-Mancini, sede della civica raccolta d’arte, storia e cultura.

La Chiesa di Sant’Anna nella frazione Piagge

La Chiesa del Santissimo Crocifisso, che conserva un crocifisso ligneo di Pierdomenico Nofrisci detto il Barnaro del 1639

Il Sentiero del Granchio Nero così chiamato per via di un raro granchio endemico che vive solo in acque limpide

La Fonte Vecchia databile attorno al 1300

Nei prossimi giorni a Castelplanio