Il Pannociato

Preparazione del Pannociato

Farina di grano tenero, latte tiepido, strutto, olio, gherigli di noci, pepe, pezzetti di fichi secchi, formaggio pecorino, lievito di birra, sale.

Parte della farina viene impastata con il lievito ed il latte tiepido.
L’impasto viene fatto lievitare al caldo coprendolo con un panno bianco.

Con la rimanente parte di farina si amalgama il sale, il pepe, lo strutto, l’olio, le noci tritate, il pecorino fresco e quindi l’impasto che nel frattempo è già lievitato.

Il tutto viene impastato e lasciato ancora a lievitare per circa un’ora.

Successivamente si formano delle pagnottelle che vengono incise, in superficie, a croce.
Si lasciano lievitare per una notte e poi si cuociono al forno a 200°.

Vengono sfornati quando raggiungono una colorazione dorata.

Area di produzione

Nella provincia di Pesaro e Urbino, in Valmarecchia, nel Montefeltro, il monte Catria, il monte Nerone, il Cesano ed il Metauro. Diffuso anche nelle province di Ancona e Macerata.

Il Bostrengo

Il Bostrengo è un dolce che nasce dalla cultura e dalla tradizione contadina nel Montefeltro.
Avveniva infatti, che nelle famiglie patriarcali si doveva confezionare un prodotto “della festa” atto ad addolcire le ore trascorse assieme, dovendo però fare i conti con le proprie tasche, sempre scarse.

Il Bostrengo, si è dunque delineato come quello capace di compiere questa funzione, e lo si comprende dagli ingredienti.

E’ il dolce delle occasioni speciali, tipico delle zone montane, soprannominato “pulisci credenza” per la sua ricetta variabile basata su riso e farina di castagne.

Il suo nome dialettale “Bustreng” pare sia d’origine barbarica, ma è difficile identificare la giusta provenienza di questo squisito dolce povero, la cui paternità è contesa tra la bassa Romagna e le alte Marche.

Fonda le sue radici nelle antiche tradizioni dei contadini, che lo preparavano soprattutto d’inverno con farina, pane raffermo, frutta e altri ingredienti scelti tra quelli a disposizione.

La ricetta di una delle varianti, quella di Borghi (FC) dove si tiene ogni anno una famosa sagra, prevede addirittura trentadue elementi diversi, dei quali solo venti sono costanti.

Ricorrono quasi sempre farina bianca e gialla, frutta secca (mandorle, fichi, noci), miele, scorza di limone e arancia, uvetta, latte e uova.

In Valmarecchia, ad esempio, il principale ingrediente era la farina di castagne, mentre in altre valli si usava la farina di ceci o il riso.

Oggi è possibile gustare il bostrengo anche nelle versioni a base di spezie e cacao.