La Lonzetta di Fico


Un tempo nelle campagne marchigiane si coltivavano fichi in grande abbondanza e i contadini si davano un gran da fare per conservarli in mille modi diversi.

Nella zona compresa tra Maiolati Spontini e Serra San Quirico alcuni piccoli produttori, confezionano, anche se con produzioni molto limitate, il salame o lonzetta di fico, un dolce autunnale di antica tradizione.

I fichi migliori sono asciugati al sole o in un forno tiepido.
Disidratati quanto basta per conservarne la morbidezza, vengono tritati finemente.

La massa ottenuta viene amalgamata con la sapa, mistrà, semi d’anice, mandorle tritate, noci a quarti e modellata a forma di salamino.

Avvolto con delle foglie di fico e legato con del filo di lana si conserva fino a Pasqua e oltre.

La lonzetta va degustata tagliata a fette spesse con il pane o accompagnata con un buon formaggio pecorino stagionato.

I Ciarimboli

Tipici della Vallesina, i ciarimboli si ottengono condendo la membrana esterna dell’intestino del maiale con sale, pepe, aglio e rosmarino.

La carne viene lasciata insaporire per un paio di giorni e quindi affumicata appesa ad asciugare nella cappa del camino.
Si conservano per alcune settimane in cantina, e consumati cotti sulla griglia.

Monte Roberto

Monte Roberto è arroccato a 348 m. s.l.m. sulle colline del versante sud della Vallesina.

Il toponimo sembra derivare dal nome di un feudatario longobardo “Roberto”.

Abitato in epoca preistorica il territorio di Monte Roberto, vide insediamenti Umbri, Piceni, Romani e via via altre popolazioni del periodo barbarico.

Dai Longobardi passò ai Franchi e quindi al nuovo Stato Pontificio.

Nel 1219 Monte Roberto entrò a far parte del Contado di Jesi e nel 1354 fu saccheggiato dalla banda di Fra Moriale.

Nei decenni seguenti occuparono Monte Roberto, Francesco Sforza, i Malatesta ed anche Francesco Maria I Della Rovere.

Fu poi la volta delle truppe napoleoniche nel 1808.

Monte Roberto è uno dei comuni della DOC di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Da Vedere

Le mura castellane del XIV-XV secolo

L’Abbazia di Sant’Apollinare probabilità la più antica abbazia della Vallesina secolo VII-VIII

La Villa Salvati in stile neoclassico del 1805

Nei prossimi giorni a Monte Roberto

Cupramontana

Cupramontana, deve il suo nome dalla fertilità, di cui la dea Cupra ne era la rappresentazione.

A Cupramontana, la favorevole posizione e la natura del terreno sono il binomio che ha reso questa terra molto fertile ed in particolare adatta alla produzione del vino è uno dei comuni classificati per la DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Di origine picena divenne anche un importante municipio romano, seguì nei secoli le vicende legate alle altre realtà della Vallesina.

Da visitare l’antica Abbazia del Beato Angelo fuori dal centro sulla strada per Staffolo, in direzione opposta rispetto al centro di urbano c’è il suggestivo Eremo dei Frati Bianchi, raggiungibile con una rilassante passeggiata tra gli alberi di una selva.

Eremo dei Frati Bianchi

Qui l’economia si muove attorno alla produzione del vino ed ogni anno, la prima settimana di ottobre, si svolge la Sagra dell’uva.

Nei prossimi giorni a Cupramontana