Il Pannociato

Preparazione del Pannociato

Farina di grano tenero, latte tiepido, strutto, olio, gherigli di noci, pepe, pezzetti di fichi secchi, formaggio pecorino, lievito di birra, sale.

Parte della farina viene impastata con il lievito ed il latte tiepido.
L’impasto viene fatto lievitare al caldo coprendolo con un panno bianco.

Con la rimanente parte di farina si amalgama il sale, il pepe, lo strutto, l’olio, le noci tritate, il pecorino fresco e quindi l’impasto che nel frattempo è già lievitato.

Il tutto viene impastato e lasciato ancora a lievitare per circa un’ora.

Successivamente si formano delle pagnottelle che vengono incise, in superficie, a croce.
Si lasciano lievitare per una notte e poi si cuociono al forno a 200°.

Vengono sfornati quando raggiungono una colorazione dorata.

Area di produzione

Nella provincia di Pesaro e Urbino, in Valmarecchia, nel Montefeltro, il monte Catria, il monte Nerone, il Cesano ed il Metauro. Diffuso anche nelle province di Ancona e Macerata.

La Casciotta d’Urbino


La zona di provenienza del latte destinato alla trasformazione del formaggio “Casciotta d’Urbino” comprende l’intero territorio della provincia di Pesaro e Urbino.

Il formaggio “Casciotta d’Urbino”, a pasta semicotta, è prodotto con latte di pecora intero in misura variabile fra il 70 e l’80% e con latte di vacca intero per il restante 20-30% derivato da due mungiture giornaliere, provenienti da allevamenti ubicati nella zona di cui all’art.1, ottenuto nel rispetto di apposite prescrizioni relative al processo di realizzazione e in quanto rispondente al seguente standard produttivo:

1) il latte di pecora e di vacca viene coagulato a temperatura di 35°C circa con caglio liquido e/o in polvere. Il formaggio deve essere sottoposto, in stampi idonei, ad una pressatura manuale con tecnica caratteristica;

2) la salatura: deve essere effettuata a secco ovvero alternando la salamoia alla salatura a secco. Il formaggio deve essere maturato per un periodo variabile da 20 a 30 giorni, in ambiente a temperatura compresa fra i 10 e i 14 °C e con umidità di 80-90%, in relazione alle dimensioni della forma;

3) forma: cilindrica a scalzo basso con facce arrotondate;

4) dimensioni: il diametro e compreso fra 12 e 16 cm con altezza dello scalzo da 5 cm a 7 cm;

5) peso: variabile da 800 g a 1200 g in relazione alle dimensioni della forma;

6) aspetto esterno: crosta sottile, di spessore pari a circa 1 mm, di colore paglierino ad avvenuta maturazione;

7) pasta: la struttura si presenta di consistenza molle e friabile con lieve occhieggiatura; al taglio il colore risulta bianco – paglierino;

8) sapore: dolce, caratteristico delle particolari procedure di produzione;

9) grasso sulla sostanza secca: non inferiore al 45%. Il prodotto è utilizzato come formaggio da tavola

Il formaggio a denominazione di origine “Casciotta d’Urbino” deve recare apposto all’atto della sua immissione al consumo il contrassegno di cui all’allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto, a garanzia della rispondenza alle specifiche prescrizioni normative.

( tratto da : Disciplinare di produzione della Denominazione di origine del formaggio “Casciotta d’Urbino” DM 4 agosto 1995 – GURI n. 208 del 6 settembre 1995
(Iscrizione nel “Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geogra-fiche protette” ai sensi del Reg. CE n. 1107/96)

Urbino

Il centro storico di Urbino dal 1998 è patrimonio dell’UNESCO.

In epoca romana Urvinum Metaurense, non fu protagonista di eventi importanti.

Caduto l’impero romano d’Oriente, dopo varie occupazioni Urbino passò sotto il controllo di Rimini che favorì poi l’approvazione da parte degli urbinati, dei Montefeltro alla guida della città.

Con i Montefeltro Urbino crebbe di importanza, in particolare durante il governo di Federico da Montefeltro, nominato duca nel 1474.

Divenne un centro di cultura, vide la realizzazione di edifici importanti, come il Palazzo Ducale terminato da Francesco di Giorgio Martini.

Nel 1506 fu fondata l’Università di Urbino, ancora oggi una delle più importanti d’Europa.

Estinta la dinastia dei Montefeltro il ducato nel 1508 passò a Francesco Maria I della Rovere, già signore di Senigallia.

Pochi anni dopo fu nominato Duca di Urbino, Lorenzo de’ Medici, quindi nel 1519 Urbino fu annesso allo Stato Pontificio.

Infine nel XVII secolo il papa incorporò il Ducato di Urbino nei territori dello Stato Pontificio.

Da Vedere

Il Palazzo Ducale uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici dell’intero Rinascimento italiano.
Il palazzo, caratteristico per i suoi torrioni, è sede della Galleria Nazionale delle Marche, ospita una delle più belle ed importanti collezioni d’arte del Rinascimento italiano. Sono racchiuse opere di artisti quali Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Tiziano …

La Casa Museo di Raffaello Sanzio, dove visse il celebre pittore;

Il Duomo realizzato in stile neoclassico, dall’architetto Giuseppe Valadier che contiene alcune tele di Federico Barocci, e l’annesso Museo Diocesano Albani;

Il Teatro Sanzio, della metà del XIX secolo, sul bastione della Rampa elicoidale;

L’Oratorio di San Giovanni, dove è possibile ammirare un imponente ciclo d’affreschi realizzati dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche tra il 1415 e il 1416;

L’Oratorio di San Giuseppe, dove è conservato il complesso scultoreo raffigurante la Natività di Cristo, opera di Federico Brandani;

Il Mausoleo dei Duchi che venne realizzato, probabilmente, da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV secolo per volere del duca Federico III da Montefeltro;

La Fortezza Albornoz, realizzata nella seconda metà del XIV secolo per volontà del cardinale Egidio Alvares de Albornoz.

Nei prossimi giorni a Urbino