da Serravalle del Chienti al Castello della Rancia

Questo itinerario si sviluppa tra le sponde dell’alta valle del Chienti, territorio con alture e strette gole, ricco di rocche e castelli, ma anche di pascoli e folti boschi.

Qui bellezze naturali fanno da contorno alle tradizioni culturali, sociali e culinarie.

Partendo dal punto più estremo ad est, Serravalle del Chienti dopo aver visitato la millenaria Abbazia camaldolese di San Salvatore, posta a una ventina di muniti a sud del centro abitato, per ritornarvi e prendere la strada provinciale 79 direzione Sefro/Copogna.

Percorsi 7 Km di strada che sale lungo la gola, alla frazione di Copogna tenere la destra per arrivare in pochi minuti ai Piani di Montelago.
La distesa pianeggiante racchiusa tra le montagne posta a quasi 1000 mt slm, è adibita a pascolo e a qualche coltura.

Questo luogo è una occasione per ammirare gli scorci sui prati con piccoli boschetti alla cui ombra, in estate è piacevole riposare e fonti con acqua fresca. Si ricorda che il territorio fa parte di un parco naturalistico per cui soggetto al rispetto delle regole riguardanti l’accesso ai prati ed alla sosta.

Continuando lungo la provinciale 79, dopo la località di Sorti, sulla sinistra si può proseguire per visitare la faggeta di Valle Scurosa.

Proseguendo, sulla provinciale in meno di 5 minuti si giunge prima a Sefro quindi poco dopo a Pioraco.
Qui le case sono costruite sul passo accanto al fiume che scende nella valle sottostante con una serie di cascate e rapide, consigliato il Sentiero Li Vurgacci.

Lasciato Pioraco in direzione Castelraimondo, poche centinaia di metri dopo la galleria, si consiglia di tenere la destra e prendere la strada con indicazione loc.Ormagnano per salire a Seppio, e all’uscita del borgo, tenendo la sinistra si discende sino a Camerino dopo aver incrociato la strada provinciale 94.

Seguendo le indicazioni per il centro si arriva al cuore, alla parte storica di una delle città più iportanti delle Marche, sia sotto il profilo storico, artistico e culturale.
Purtroppo Camerino è stata più volte segnata dagli eventi sismici ha sempre saputo come risollevarsi e ritornare al suo splendore.

Uscendo dalla cittadina, passando in direzione Sfercia, si arriva ai piedi della Rocca dei Varano in pochi minuti.

Da lì si procede fino a Campolarzo, da cui è possibile salire sino alle cascate e al Castello di Statte.

Continuando, dopo le frazioni di Bistocco e Valcimarra, si giunge al lago di Borgiano (o Caccamo).
Effettuato un giro panormico sulle colline che coronano il lago seguendo le indicazioni per Sarnano, dopo 2 Km si arriva a Caldarola dove si può visitare il Castello Pallotta.

Dopo la visita, tornando a Caccamo, si prende la strada provinciale 502 che ci conduce in 10 minuti a Serrapetrona famosa per la rinomata Vernaccia.
Vino spumante raro dal colore rosso rubino, può essere sia dolce che secco.

La meta successiva posta nella valle, è la città di Belforte del Chienti e dista meno di 10 Km.
Dopo Belforte si transita per Tolentino dove si giunge al Castello della Rancia,ancora ben conservato e tappa finale di questo itinerario.

Tolentino

La città di Tolentino si trova alla fine del tratto pianeggiante della vallata del Chienti.

Il territorio risulta sia stato abitato sin dal paleolitico.
Il ritrovamento di numerose tombe risalenti all’VIII e IV secolo a.C. confermano la presenza di insediamenti piceni nel territorio.

Del periodo romano mancano per Tolentino citazioni specifiche purtroppo quasi ogni rudere dell’epoca romana è andato perduto.

Tolentino passò praticamente indenne il periodo delle invasioni barbariche.

Il comune visse poi un lungo periodo sotto il controllo dello Stato Pontificio e compreso nella diocesi di Camerino.

Nel 1585 Tolentino fu elevata al grado di città e diocesi per volere di Papa Sisto V.

L’invasione francese vede Tolentino come scenario della battaglia che si tenne il 2-3 maggio del 1815, tra le truppe austriache che sconfissero quelle francesi di Gioacchino Murat.

Con l’entrata nel Regno d’Italia, Tolentino vide uno sviluppo delle attività industriali, artistiche e culturali.

Da Vedere

La Basilica di San Nicola;

Chiesa di San Francesco, con l’orologio a quattro quadranti che rappresentano le fasi lunari, le ore italiche, l’ora astronomica e i giorni della settimana e del mese;

il Duomo dedicato al patrono di Tolentino, San Catervo, che conserva il sarcofago del santo, di epoca romana;

il Teatro Vaccaj;

il Castello della Rancia, sede del museo archeologico;

l’Abbazia di Fiastra, in stile transitorio dal Romanico al Gotico.

Nei prossimi giorni a Tolentino