Colli al Metauro

Colli al Metauro è un comune diffuso, sulle colline Pesaresi istituito nel 2017 a seguito della fusione dei comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina.

Saltara

Il toponimo di Saltara deriva dal latino “saltariu” ovvero ufficiale preposto alla custodia dei campi, ovvero come risulterebbe da antichi atti ecclesiastici, fosse stato istituito un guardino del territorio.

Solo nel XII secolo sarebbe sorto il paese vero e proprio anche se esistono documenti del IX secolo che citano ” Mansum Saltariae“.

Un documento del 1139 definisce che il Monastero di Fonte Avellana possedeva la chiesa di San Martino di Saltara anche se la tradizione vuole sia un insediamento dell’Ordine Templare. Attorno alla cappella fu costruita nel XVI secolo la Villa del Balì.

Nel 1283 Saltara divenne soggetta al comune di Fano di cui seguì di conseguenza le sorti storiche.

Serrungarina

Il toponimo di Serrungarina è un composto del termine “serra” e di un derivato del latino “LONGUS” ovvero lungo.

Di certo nel 1343 fu occupata dai Malatesta di Rimini, seguì Francesco Sforza due anni dopo e nel 1463 da Federico da Montefeltro.

Fu quindi assegnata a Fano di cui seguì le vicende storiche.

Montemaggiore al Metauro

Una delle ipotesi del toponimo, è che sia una derivazione dal nome “Monte Maor” o “Mauro” o “Maurum” ritenendone l’origine un riferimento al generale cartaginese Asdrubale Barca.

Di certo nel 777 il Convento di San Martino di Fano deteneva “la quarta parte della terra di Montemaggiore”.

Poi nel 1178, si parla di Montemaggiore, con il termine “Castrum”, cioè “castello”.

Nei secoli XIV, XV, XVI Montemaggiore al Metauro restò indissolubilmente legata al vicariato di Mondavio.

Con il matrimonio tra Giovanni della Rovere e Giovanna da Montefeltro, il 10 maggio 1478, Montemaggiore passò al Ducato di Urbino.

Quindi dello Stato Pontificio di cui seguì le vicende sino all’Unità d’Itlia.

Da Vedere

La Villa del Balì – Museo interattivo della scienza e planetario, la villa assunse l’attuale aspetto solo XVIII secolo

Il centro storico di Calcinelli costituito dalla chiesa dell’Angelo Custode del XIX secolo e da numerose villette stile liberty

Il Santuario della Madonna della Villa di Saltara

La Ex Chiesa del Gonfalone – Sala dei Mosaici di Saltara

Nei prossimi giorni a Colli al Metauro

Castignano

Secondo la tradizione, il nome di Castignano deriva dai castagneti del territorio, per questo l’albero del castagno figura nello stemma civico.

Castignano è un paese situato tra i calanchi ai piedi del monte dell’Ascensione.

In questo suggestivo paesaggio, quasi lunare, spicca il campanile della Chiesa di Santi Pietro e Paolo che sovrasta tutte le case di Castignano.

Nella frazione di Ripaberarda si trova la sede dell’associazione Parco dei Calanchi e Monte Ascensione .
Il parco che si estende tra Castignano e le pendici dell’Ascensione, merita senza alcun dubbio una visita per ammirarne il panorama.

Castignano, era già un centro importante nell’anno mille ma a causa della fragilità del terreno, non poté espandersi in maniera adeguata.
Nel secolo XI Castignano divenne presidio dei monaci Farfensi che avevano, nel castello di S. Vittoria in Matenano, uno dei centri più importanti.

I templari, considerarono Castignano un importante centro per il transito dei pellegrini verso la Terra Santa.
Qui eressero nel XII secolo la Chiesa di Santa Maria del Borgo nel XII inserendo, al di sopra dell’arco di un portale, la croce taumata che fu adottata simbolicamente dall’ordine.

Nel 1890 nella frazione di Montecalvo, venne ritrovato un cippo con una incisione bustrofedica in alfabeto italico risalente al VII-VI secolo a.C, risultando quindi la più antica iscrizione italica mai rinvenuta.

La Stele di Castignano, è conservata nel Museo Archeologico di Ascoli Piceno, ma nel 1998, fu inaugurata una riproduzione nelle perfette dimensioni posta al centro del paese.

Nei prossimi giorni a Castignano

Comunanza

Comunanza, di antiche origini Picene, si erge sulle sponde e tra colline boscose nella medio alta valle del fiume Aso, che con le sue fresche acque, divide il centro storico dalle nuove costruzioni.

Nella centuriazione pedemontana di Cesare Ottaviano Augusto del 15 a.C., nel nostro territorio, figura l’insediamento romano di Interamnia Poletina Piceni, proprio dove sorge la Chiesa di S. Maria a Terme.
Il nome Comunanza appare per la prima volta nel 1324 in quanto un documento riporta “Communantia Montis Passilli Civis Districtualis Esculi”.

A nord del paese, sul Monte Pasillo, in un territorio che segna ancora oggi il confine tra Ascoli e Fermo, si ergeva la rocca dei Signori de’ Monte Passillo poi chiamati Nobili, teatro di continue battaglie che terminarono solo quando nel 1310, distrutto il castello di Monte Passillo, gli ascolani, potenziarono l’abitato nell’ansa dell’Aso: nasce così la Comunanza d’Ascoli, soggetta alla città fino al periodo napoleonico.

Sotto le mura, dal XII°secolo, funzionava un mulino idraulico a due macine e una gualchiera.
Le colline boscose del territorio furono sicuro riparo per i briganti che, nel XVI° secolo, lottarono insieme al popolo disperato contro il Governo di Roma, qui, agirono il Brigante Marco Sciarra e Alfonso Piccolomini Duca di Montemarciano (AN) (il duca bandito), insieme ai banniti locali.

Tra il XVI° e il XVII° secolo, nascono qui artisti di grande rilevanza che operarono con successo nei fasti della Roma Barocca: Sebastiano, Giuseppe e Pierleone Ghezzi e Antonio Mercurio Amorosi.

La vocazione industriale di Comunanza è antica: nel 1882 lo stabilimento bacologico della famiglia Pascali, nel 1952 la fabbrica di macchine per maglieria; oggi l’Indesit, Della Valle calzature, Selettra e Sigma che sostengono l’occupazione di una buona parte del Piceno.

il Centro Storico si raggiunge attraversando un ponte; le case a picco sul fiume e sulle antiche mura inglobate, sono ancora evidenti le tracce di fortificazione.

Da Vedere

Oltre il ponte, la Chiesa di S. Caterina d’Alessandria d’Egitto del 1831, progettata da Pietro Maggi, ha conservato un vero tesoro, cioè l’Organo Barocco a due tastiere, unico in Europa per antichità, grandezza e sonorità, con le tre stratificazioni dei secoli XVII° ,XVIII° , XIX°.

La Chiesa di S. Francesco nel centro Storico del XIII° secolo,
La Chiesa di S. Anna del 1672, con un organo positivo di G. e A. Santilli del 1860.
Nell’insediamento di Interamnia, sorge la Chiesa di S. Maria a Terme in stile romanico

Il Museo di Arte Sacra e la Biblioteca Civica nell’antico Palazzo Pascali.

Inoltre, vale la pena di ricordare : la Chiesa di S. Sebastiano di Piane con affreschi di scuola crivellesca, S. Maria di Polverina con un affresco di G. Vergari del XVI° sec., la Chiesa di S. Agata di Valentina con altare del ‘700, la misteriosa frazione di Cossinino legata ai templari, il ponte Romano di Gerosa, e il suggestivo lago di Gerosa.

Nei prossimi giorni a Comunanza