Acqualagna

Acqualagna è orai riconosciuta come la Capitale del Tartufo, per le numerose manifestazioni organizzate durante l’intero anno, legate al prezioso tubero.
Il paese dall’aspetto moderno è situato nella confluenza del torrente Burano nel Candigliano lungo la statale Flaminia oltrepassata la gola del Furlo a 41,3 km da Fano in direzione di Roma.

Toponimo

L’origine del toponimo Acqualagna è sconosciuta.

L’ipotesi che questo derivasse dalla battaglia combattuta nei dintorni fra i Goti di Totila e i Bizantini di Narsete, per cui Acqualagna da Acqua Lanea ossia “acqua macello“, è caduta di fronte all’individuazione del vero luogo della battaglia presso Gualdo Tadino (così Thomas Hodgkin).

Un’altra ipotesi vorrebbe che il nome della località (in antico Aquelame) derivasse da Acqua-lama, cioè acqua pantano, acqua melmosa, per via degli acquitrini presenti un tempo nell’area di confluenza del Burano nel Candigliano.

Storia

Nei pressi dell’attuale centro sorgeva una città romana, Pitinum Mergens, distrutta da Alarico.

Gli abitanti superstiti fondarono più tardi il castello di Montefalcone da cui, nel tardo medioevo, si venne a formare il borgo.

Il castello fu dapprima abbandonato poi distrutto, perdendosene le tracce nel 1600.

Monumenti

Nel paese si trova la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Lucia, di antica fondazione ma che nel corso del tempo ha subito numerose modifiche e restauri.

L’interno è costituito da un’unica navata; nelle sei nicchie che costeggiano le pareti di essa si trovano resti di affreschi del XVI secolo. L’ultimo radicale restauro, risale alla fine del XIX secolo.


Poco oltre la località Furlo si trova il Santuario del Pelingo, santuario mariano diocesano, che contiene un venerato affresco della Madonna col Bambino.

San Vincenzo al Furlo

San Vincenzo al Furlo è ciò che rimane di un’antica Abbazia del’VIII secolo in cui abitarono San Romualdo (1011) e San Pier Damiani (1042).

Il cenobio rimase indipendente fino al secolo XI quando entrò – con le abbazie e gli eremi alle sue dipendenze nella diretta influenza della vicina Fonte Avellana.

La chiesa attuale, in stile romanico, fu riedificata nel 1271 dall’abate Bonaventura.

L’interno dell’edificio conserva una delle due primitive navate, possiede una cripta a tre navate con antichi capitelli e un altare del secolo IX, vi sono anche resti di affreschi medioevali nella navata destra e nel presbiterio, notevolmente rialzato rispetto al resto della chiesa.

Nei pressi della chiesa si trova un piccolo ponte romano. Questa abbazia è solita accogliere, nel periodo estivo, mostre d’arte con tematiche differenti di anno in anno.

Villa Colombara

Villa di Colombara nell’omonima località del comune di Acqualagna degli scavi archeologici nel 1995 e 1997, hanno portato alla luce i resti di un’antica fattoria romana del II secolo a.C. con un ampio cortile porticato dove erano disposti i locali adibiti ad abitazione e alla lavorazione dei prodotti agricoli.

Dagli scavi è risultato che la fattoria venne ricostruita nella prima età imperiale parzialmente sovrapposta alla prima. I resti sono conservati ad Acqualagna nell’Antiquarium Pitinum Mergens.

Castello di Pietralata

Il Castello di Pietralata si trova sul versante meridionale del Monte di Pietralata; si tratta di un’antica costruzione risalente all’XI secolo, composto dalle rovine piuttosto ben conservate del grande muro di cinta, una chiesa ancora consacrata, le rovine dell’insediamento centrale adiacente detto maschio e una Casa Canonica collegata alla chiesetta da un particolare passaggio sospeso.

Passo del Furlo

Acqualagna è collocata all’interno della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, un territorio unico, di alto interesse non solo paesaggistico ma anche floreale e faunistico.
Lungo il fiume sono state realizzate aree per la sosta che in estate sono meta di turisti che approfittano per un bagno o un picnic.

informazioni:

https://www.comune.acqualagna.ps.it/

http://www.acqualagna.com/acqualagna/

Nei prossimi giorni ad Acqualagna

Comunanza

Comunanza, di antiche origini Picene, si erge sulle sponde e tra colline boscose nella medio alta valle del fiume Aso, che con le sue fresche acque, divide il centro storico dalle nuove costruzioni.

Nella centuriazione pedemontana di Cesare Ottaviano Augusto del 15 a.C., nel nostro territorio, figura l’insediamento romano di Interamnia Poletina Piceni, proprio dove sorge la Chiesa di S. Maria a Terme.
Il nome Comunanza appare per la prima volta nel 1324 in quanto un documento riporta “Communantia Montis Passilli Civis Districtualis Esculi”.

A nord del paese, sul Monte Pasillo, in un territorio che segna ancora oggi il confine tra Ascoli e Fermo, si ergeva la rocca dei Signori de’ Monte Passillo poi chiamati Nobili, teatro di continue battaglie che terminarono solo quando nel 1310, distrutto il castello di Monte Passillo, gli ascolani, potenziarono l’abitato nell’ansa dell’Aso: nasce così la Comunanza d’Ascoli, soggetta alla città fino al periodo napoleonico.

Sotto le mura, dal XII°secolo, funzionava un mulino idraulico a due macine e una gualchiera.
Le colline boscose del territorio furono sicuro riparo per i briganti che, nel XVI° secolo, lottarono insieme al popolo disperato contro il Governo di Roma, qui, agirono il Brigante Marco Sciarra e Alfonso Piccolomini Duca di Montemarciano (AN) (il duca bandito), insieme ai banniti locali.

Tra il XVI° e il XVII° secolo, nascono qui artisti di grande rilevanza che operarono con successo nei fasti della Roma Barocca: Sebastiano, Giuseppe e Pierleone Ghezzi e Antonio Mercurio Amorosi.

La vocazione industriale di Comunanza è antica: nel 1882 lo stabilimento bacologico della famiglia Pascali, nel 1952 la fabbrica di macchine per maglieria; oggi l’Indesit, Della Valle calzature, Selettra e Sigma che sostengono l’occupazione di una buona parte del Piceno.

il Centro Storico si raggiunge attraversando un ponte; le case a picco sul fiume e sulle antiche mura inglobate, sono ancora evidenti le tracce di fortificazione.

Da Vedere

Oltre il ponte, la Chiesa di S. Caterina d’Alessandria d’Egitto del 1831, progettata da Pietro Maggi, ha conservato un vero tesoro, cioè l’Organo Barocco a due tastiere, unico in Europa per antichità, grandezza e sonorità, con le tre stratificazioni dei secoli XVII° ,XVIII° , XIX°.

La Chiesa di S. Francesco nel centro Storico del XIII° secolo,
La Chiesa di S. Anna del 1672, con un organo positivo di G. e A. Santilli del 1860.
Nell’insediamento di Interamnia, sorge la Chiesa di S. Maria a Terme in stile romanico

Il Museo di Arte Sacra e la Biblioteca Civica nell’antico Palazzo Pascali.

Inoltre, vale la pena di ricordare : la Chiesa di S. Sebastiano di Piane con affreschi di scuola crivellesca, S. Maria di Polverina con un affresco di G. Vergari del XVI° sec., la Chiesa di S. Agata di Valentina con altare del ‘700, la misteriosa frazione di Cossinino legata ai templari, il ponte Romano di Gerosa, e il suggestivo lago di Gerosa.

Nei prossimi giorni a Comunanza