San Severino Marche

La città di San Severino Marche nasce dall’antica Septempeda, municipio romano, sulla via che collegava l’Adriatico alla Flaminia nota come “Septempedana”.

Il nome dalla città deriva il suo nome da quello del suo vescovo, Severino, morto nel 545.

Tra il 1300-1400 sotto il governo degli Smeducci, San Severino ebbe un forte sviluppo urbano, architettonico ed artistico.

Il castello sovrasta dalla cima del Montenero, il borgo con la bellissima piazza del Popolo, già Platea mercati, in gran parte porticata e di forma ovale.

Nella piazza si trova il Teatro Feronia realizzato nel 1827 sulle rovine di un precedente teatro del ‘700.

In località Pieve, sono i resti di mura dell’antica Septempeda oltre parti di un impianto termale con piscina, caldarium e frigidarium.

La Pinacoteca civica, ospitata presso Palazzo Tacchi Venturi. Raccoglie per lo più quadri di scuola locale tra cui i Salimbeni; fra le altre opere vanno ricordati capolavori del Pinturicchio, Niccolò Alunno e Vittore Crivelli, Paolo Veneziano, Lorenzo D’Alessandro e Bernardino di Mariotto.

Il territorio di San Severino era difeso da una rete di castelli disposti strategicamente e comunicanti tra loro, Elcito, Isola, Pitino, Aliforni, Serralta, Rocchetta, Carpignano.

Nei prossimi giorni a San Severino Marche

Serrapetrona

La denominazione di Serrapetrona, nasce dall’unione del termine Serra, parola che in longobardo indica un centro abitato fortificato, e quello del feudatario Petrone, che qui costruì il castello a difesa della valle sottostante.

Infatti Serrapetrona si trova nell’entroterra maceratese, a 500 mt. di altitudine, sui colli che sovrastano il lago di Caccamo (o Borgiano).

Arrivare a Serrapetrona salendo la tortuosa strada che si arrampica dal lago, è immergersi nel verde e nella natura di questa terra, tra geometrici filari di viti, gli oliveti e le tipiche case sparse.

La particolare conformazione del territorio ed il clima, tra il lago e la montagna, sono elementi importanti per la maturazione delle uve da cui nasce la frizzante Vernaccia, un vino spumante dal colore rosso scuro, veramente unico.

Ma la Vernaccia non è l’unico gioiello di Serrapetrona, infatti le Chiese di S. Francesco e S. Lorenzo a Castel San Venanzo sono custodi di magnifici tesori d’arte.

Rispettivamente il pregevolissimo “polittico” di Lorenzo d’Alessandro nella chiesa di San Francesco e la “crocifissione” di scuola camerinese opera di Giovanni Angelo di Antonio, nella chiesa di San Lorenzo.

maggiori informazioni: www.turismo.marche.it

Nei prossimi giorni a Serrapetrona

Pergola

Pergola, si raggiunge percorrendo la bella valle del Cesano: è una cittadina con impronte medioevali che conobbe le signorie dei Malatesta, Sforza, Montefeltro e Borgia.

Qui, il Valentino (Cesare Borgia), fece strangolare Giulio da Varano, signore di Camerino.

Nella parte alta, sono visibili i resti di un’antica rocca di Francesco di Giorgio Martini e naturalmente la possibilità di godere scorci panoramici (Pergola è centro di villeggiatura estiva molto apprezzato).

La visita della cittadina può iniziare dalla Chiesa di San Giacomo, in via Dante.

Un edificio che risale al XII secolo e che ha subito restauri due secoli più tardi per essere infine profondamente trasformata nel ‘700.

Della chiesa originaria si possono ancora ammirare il portale della facciata ed un altro sul fianco destro dove ci sono anche due monofore murate, come il portale.

Nell’interno, barocco, spicca in una nicchia a sinistra un affresco del settempedano Lorenzo d’Alessandro raffigurante una Crocifissione.

Anche il Duomo di Pergola (eretto nel XIII secolo, ma rifatto nell’800) presenta aspetti interessanti.

Il campanile, di stile romanico, l’interno con un profondo presbiterio, begli altari lignei e un Crocifisso trecentesco che si richiama agli artisti riminesi del tempo.

Nella Chiesa di Sant’Andrea si può ammirare una tela di Palma il Giovane e, nei paraggi, il Municipio che è settecentesco e presenta un notevole porticato.

Nella sala del Consiglio una pala d’altare di stile robbiano risalente al ‘500.

Pergola ebbe nel 400 un condottiero dal nome singolare, Angel dal Fuoco, una sorta di contraddizione in termini, al quale oggi è dedicato il Teatro ed una via che si percorre per arrivare alla parte storicamente più tipica e conservata della cittadina.

Percorrendo invece via San Francesco si giunge alla Chiesa omonima, eretta nel XIII secolo, con la facciata in conci, singolarmente asimmetrica, che ha il suo elemento più bello nel portale trecentesco.

Sulla strada che conduce a Serra Sant’Abbondio, poco dopo la frazione di Bellisio Solfare si può vedere su uno sperone roccioso, il Santuario della Madonna del Sasso raggiungibile percorrendo un sentiero in salita che parte dalla vecchia ferrovia. Ogni anno, la terza domenica di maggio si svolge una processione con l’immagine della Madonna che viene portata a spalle sino alla chiesa di Bellisio Solfare.

Santuario Madonna del Sasso

Il Museo dei bronzi dorati e della città di Pergola

Attrattiva principale è sicuramente il gruppo statuario di origine romana dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola.

Probabilmente risalente al 50 a.C.,il complesso rappresenta un possibile gruppo familiare, composto in origine da due coppie di figure femminili ammantate e velate, e da due cavalieri in veste militare d’alto rango, con cavalli riccamente ornati.

La sezione archeologica è completata da corredi di tombe di età romana rinvenuti nella zona e da due mosaici policromi rinvenuti nella frazione di Montesecco, presso una “villa rustica” del IV – V secolo d.C., probabile residenza di un “dominus”.

informazioni: http://www.bronzidorati.com

Nei prossimi giorni a Pergola