Rosora

Rosora è posta a 380 m. s.l.m su una elevata collina sul versante nord della valle del fiume Esino.

Il toponimo segue varie ipotesi, la prima secondo la quale Rosora deriva dal latino Rasorium o Rosorium ad indicare un luogo raso, un terreno brullo.

La seconda legata alla religione, essendo la zona amministrata da monaci che denominarono il castello “castrum rosarii”, il castello del rosario.

Data la vicinanza, Rosora subì le sorti di Jesi che ne concesse l’uso del leone nello stemma.

Il centro storico è racchiuso tra le mura di cinta ed ha manenuto la strutura tipica del borgo medievale.

Rosora si trova nella zona di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Ogni anno si svolge la Sagra della Sapa.

Da Vedere

La Chiesa di San Michele Arcangelo del XVIII secolo a croce latina, custodisce un crocifisso ligneo seicentesco

Nei prossimi giorni a Rosora

Monte Urano

Posto su una collina a 247 m. s.l.m. Monte Urano si trova tra i fiumi Ete morto ed il Tenna e fa parte dell’importantissimo polo calzaturiero.

Il toponimo Monte Urano, è formato dal termine “Monte” e dal nome di proprietà dal latino “Uria”, con il suffisso aggettivale “-anus”.

Seppure abitato già in epoca romana si trovano testimonianze concrete solo dall’XI secolo d.C. sotto il controllo del Ducato di Fermo come “Monteriano“.

Resta ben poco del castello medievale del XIII-XIV secolo

Da Vedere

La Chiesa romanica di Santa Maria Apparente quattrocentesca

La Chiesa di San Michele Arcangelo datata 1860 – 1877 in stile neoclassico

Nei prossimi giorni a Monte Urano

Appignano del Tronto

Appignano del Tronto si trova sul versante dei colli ascolani caratterizzato dalla presenza del fenomeno dei calanchi.

Il toponimo corrisponde al nome latino del proprietario del fondo “Apponius” con il suffisso “-anus“.

Nel 1283 Appignano del Tronto è libero comune, quindi nel 1290 si sottomette ad Ascoli, divenendone un suo avamposto contro le incursioni fermane.

Del borgo medievale resta poco a causa dei continui smottamenti.

Da Vedere

La chiesa romanico-gotica di San Giovanni Battista del XIV-XVI secolo, conserva un dipinto di Simone de Magistris

La chiesa di San Michele Arcangelo, XV secolo in stile romanico-gotico

Il Percorso dei Calanchi Grigio-azzurri

Ripatransone

Ripatransone sorge su un colle a 494 m. s.l.m. tra il fiume Tesino ed il torrente Menocchia.

Il toponimo deriva dall’unione di due termini Ripa dalla forma medievale “rupe” e Transone il nome del fondatore dei castelli ripani.

Territorio abitato sin dalla preistoria assunse notevole importanza durante la colonizzazione Picena.

Ripatransone nei secoli seguenti sino al rinascimento ampliò sempre più il suo potere.

Questo benessere ha permesso lo sviluppo di Ripatransone anche dal punto di vista architettonico e culturale.

Il borgo medievale ha mantenuto le linee principali, all’interno della crchia muraria di 2418 m. si trovano edifici di epoche diverse, medievale, rinascimentale e barocca.

Lungo il Corso Vittorio Emanuele II, si possono vedere anche palazzi di epoche più recenti ‘700 – ‘800.

Da Vedere

Il Torrione con la Porta di Monte Antico (secoli XV-XVI)

La Piazza XX Settembre, attraversata dal 43º parallelo di latitudine nord

Il Teatro “Luigi Mercantini

Il Palazzo Bonomi-Gera del XVII secolo, sede del Museo civico e della gipsoteca

La Casa Benvignati del XV secolo

Il Complesso dei Grifoni, artistica terracotta decorata del Quattrocento

La Cattedrale di San Gregorio Magno e Santa Margherita XVI-XVII secolo

La Chiesa di San Michele Arcangelo “Sant’Angelo”. Romanica, a una sola navata

La Chiesa della Madonna del Carmine del XVI secolo, nell’omonima frazione. Conserva affreschi del De Magistris

La Chiesa di Santa Maria della Petrella (XV secolo), nell’omonima frazione. Conserva affreschi di scuola giottesca

Il Vicolo più Stretto d’Italia vanta il guinness, largo solo 43 cm

Nei prossimi giorni a Ripatransone

Monsampietro Morico

Monsampietro Morico si trova su una altura a 289 metri s.l.m. tra il fiume Ete Vivo e il torrente Indaco.

Fu edificato da Malugero Melo, figlio di Drogone d’Altavilla, nobile normanno, assieme a Sant’Elpidio Morico e Monte Rinaldo, nominando questo “Morico” in onore di sua moglie, Morica.

Nel 1341 Monsampietro Morico passò sotto il controllo di Fermo e ne seguì le vicende sino all’Unità d’Italia.

Il borgo ha conservato intatta la struttura tipica del castello chiuso tra mura merlate.

Da Vedere

La torre poligonale, parte integrante dell’originale castello merlato del ‘400

La Chiesa dei Santi Pietro E Paolo

La chiesa di San Michele Arcangelo a S.Elpidio Morico, conserva un trittico di Vittorio Crivelli, fratello del famoso più Carlo, datato 1496

La chiesa romanica di San Paolo del XIII secolo

Nei prossimi giorni a Monsampietro Morico

Palmiano

Il toponimo deriva dal riferimento al palmo di una mano e la conformazione geologica del terreno sul quale Palmiano è adagiata.

Prime documentazioni certe risalgono al 1150 quando fu menzionato come Palumnianum in una donazione.

Il castello fu costruito dai monaci farfensi tra il XV e il XVI secolo ed è ancora oggi visibile la torre in località di Pedara.

La suggestiva, piccola Chiesa di San Michele Arcangelo è stata ricavata all’interno di una torre del paese ed è sede della locale parrocchia.

Nei prossimi giorni a Palmiano