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San Ginesio

San Ginesio sviluppato su un colle a 680m s.l.m. offre una visione privilegiata sui vicini Leopardiani Monti Azzurri e per questo si avvale del titolo di Balcone dei Sibillini.

La storia narra che fu proprio Carlo Magno nel 773, ad apporre al castello il nome di San Ginesio in memoria di un’immagine trovata nella chiesuola sita in mezzo alla collina, oggi occupata dalla Pieve Collegiata.

Il Comune divenne territorio dello Stato pontificio e venne governato dai Da Varano di Camerino acquisendo sempre maggior importanza nel territorio.

Fu proprio il potere conquistato che fece nascere la sfida con la Marca Fermana e Fermo, sfociata il 30 novembre 1377 in una battaglia, la Battaglia della Fornarina che alla fine vide la vittoria di San Ginesio.
Ogni anno ad agosto, viene rievocato l’evento con il Palio di San Ginesio che vede i quattro quartieri impegnati in gare di abilità per la conquista del titolo.

Nel XVI secolo lo Stato pontificio, tramite l’inquisizione rilevò a San Ginesio dei casi di eresia. Quello che fece più scalpore fu quello di Matteo Gentili che fuggì insieme a suo figlio Alberico.

Quest’ultimo, rifugiatosi presso la Corte di Elisabetta I d’Inghilterra, svolse l’attività di giurista e ideologo di politica interna ed internazionale. Alberico Gentili è ritenuto il figlio più illustre di San Ginesio.

San Ginesio, ha conservato intatto sino ai nostri giorni, il borgo medievale sviluppato all’interno della possente cinta muraria del XIV secolo con i camminamenti di ronda, feritoie e torrioni.

Per il grande numero di edifici religiosi San Ginesio è soprannominato anche “il paese delle 100 chiese“.

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