Belforte del Chienti

La piazza di Belforte è un balcone sulla valle del Chienti.
Di qua, il palazzo comunale con i suoi portici e il rossicio dei mattoni, di là il verde dei boschi e dei campi.

Guardando più in basso, lungo il fiume, le vivaci aree industriali del modello marchigiano, dove si incontrano tradizione e innovazione.

Gli oliveti rubano al sole e ai fianchi delle colline il gusto dell’olio di Coroncina, una varietà che cresce solo in questo angolo del maceratese, a ridosso dei Monti Azzurri.

Storia

Il territorio DI Belforte del Chienti, è stato interessato dalla presenza umana fin dai tempi dei Romani, come si evince da un’epigrafe conservata oggi in municipio.

Il 10 ottobre 1207 sappiamo che Belforte si sottomise a Camerino.
Le vicende successive legano il paese ai Tolentinati e ai Camerinesi, prima del definitivo passaggio allo Stato Pontificio.

Ancora visibili sono le mura castellane risalenti al XIV secolo e restaurate recentemente.
L’impianto medievale è ben conservato e caratterizzato da strade strette e ripide, piazzette, slarghi e un eccezionale panorama circostante.

Dopo l’Unità d’Italia, il paese acquisisce il nome di Belforte del Chienti, nome che deriva appunto da “bel forte”, bella fortezza.

Sant’Eustachio è il patrono del paese ed è proprio a questo che è dedicata la chiesa parrocchiale, nella quale troviamo il bellissimo polittico di Giovanni Boccati.

Le Chiese

Altre chiese importanti sono la chiesa di San Giovanni, che conserva i dipinti di Giovanni Andrea De Magistris, la chiesa di Santa Maria d’Antegiano, tenuta come luogo dei Clareni, la chiesa di Santa Maria di Villa Pianiglioli, che era dedicata a San Giovanni Evangelista, la chiesa di Santa Maria e il Monastero di San Pietro Apostolo, dove si trova una croce bizantina di rame, la chiesa di San Salvatore, immersa nel verde e di proprietà privata e la chiesa di San Sebastiano, eretta a protezione della peste.

I Palazzi

Luoghi di interesse sono altresì il Palazzo Bonfranceschi, interessante esempio di architettura sette-ottocentesca, il Palazzo Vicomandi, raro esempio di palazzo angolare con giardino pensile, ed il Palazzo Comunale, che era la sede dove avvenivano le assemblee cittadine costituite dal Consiglio Generale e dal Consiglio di Credenza.

Da non dimenticare il Museo Internazionale Dinamico di Arte Contemporanea (M.I.D.A.C.), luogo in cui convergono tutte le forme espressive, dalla pittura alla scultura, passando per la fotografia e l’arte digitale, e in cui si trovano le opere degli artisti di tutto il mondo.

Articoli simili

  •  | 

    Montefelcino

    Montefelcino è posto a 260 m. s.l.m. su un colle della riva sinistra del fiume Metauro. Il toponimo, è composto da “monte” e dall’aggettivo “felcino“, derivato da felce. Montefelcino si sviluppò nel X secolo, ma nel 1255 si trovò coinvolta nelle liti tra Fano e Fossombrone, quest’ultima, per rappresaglia ne distrusse il castello. Nel 1445…

  •  | 

    Appignano

    Appignano è situato al centro della campagna marchigiana, apprezzato per la produzione dei mobili e delle maioliche. Il nome Appignano sembra derivare da quello del proconsole romano Pliniano. Il piccolo borgo medievale, cinto da mura è perfettamente conservato. Da Vedere Il Convento di Forano risalente al XIII secolo, dove la tradizione vuole abbia soggiornato San…

  •  | 

    Camerata Picena

    Camerata Picena si trova su un’altura 125 m. s.l.m. sulla riva destra del fiume Esino. Il toponimo deriverebbe dal termine umbro “camars” che indica un luogo sicuro, fortificato dalla natura a cui con l’Unità d’Italia è stato aggiunto Picena. Il territorio è stato abitato dai Piceni poi dai Romani. Nell’XI secolo divenne un possedimento del…

  •  |  | 

    Chiaravalle

    Chiaravalle è un popolato e dinamico centro che merita una visita per la presenza della Abbazia di Santa Maria in Castagnola, o più brevemente di Chiaravalle. Abbazia di Santa Maria in Castagnola Sita nella grande piazza Garibaldi, al centro della cittadina. Il valore storico della medesima è dato dall’essere stata una delle tre abbazie fondate…

  •  | 

    Montelparo

    Montelparo è situato su una collina tra il fiume Aso e l’Ete a metà strada tra il mare ed i Monti Sibillini. Il toponimo deriva dal nome di Eliprando, condottiero longobardo che vi costruì, nel VII secolo, il suo castello Monte Elprando mutato nel tempo Montelparo. Passò poi ai monaci farfensi che ne migliorarono la…