Porto Recanati

Piccolo centro marinaro, parte dei borghi della Riviera del Conero, a poca distanza da Loreto, è una attrezzatissima e molto frequentata stazione di villeggiatura estiva.

Si potranno ammirare il Castello Svevo voluto da Federico II per difendere la città dalle invasioni turche. Attualmente è la sede della Pinacoteca Comunale con opere di Salvator Rosa, Luca, Giordano, Signorini, Fattori, Rosai, De Pisis, Severini ed altri.

Immancabile una passeggiata sul lungomare che, a sud, termina con una folta pineta, meta di campeggiatori.
Una visita a Porto Recanati, rientra anche nella logica di un tour gastronomico, dato che questo centro è una delle patrie del brodetto.

Nei prossimi giorni a Porto Recanati

Loreto

Loreto è molto legata alla religione nel 1294 sul suo territorio fu trasportata da Nazaret la casa dove la Vergine Maria ricevette la visita dell’angelo Gabriele.

La tradizione vuole siano stati gli angeli ma secondo documenti recenti, fu la famiglia Angeli che si interessò di farla traslare lì dalle navi di ritorno dalle crociate.

A ricordo, la notte del 10 dicembre tradizionalmente venivano accesi nelle campagne grandi falò per indicare la strada agli angeli.

La Venuta era un modo per ritrovarsi nel quartiere collaborando alla costruzione delle pire che venivano accese al tramonto e potevano bruciare per ore.

Ora tale tradizione sta sparendo viene mantenuta in alcune parrocchie in forma molto ridotta.

Il Santuario, fu edificato nel 1469 attorno alla casa di Nazareth all’interno della quale è esposta la nera statua della Vergine Lauretana.

La Basilica in stile gotico-rinascimentale, ha una configurazione a croce latina a tre navate ed un campanile, progettato da Luigi Vanvitelli realizzato nel 1755.

Nelle due navate laterali sono state realizzate dal Bramante 12 cappelle ognuna abbellita, in epoche successive, con pale, mosaici e dipinti, in una è collocato un imponente battistero in bronzo del 1600.

Nei prossimi giorni a Loreto

Recanati

Fu fondata dopo l’epoca delle invasioni barbariche dal gruppo di comunità formatesi sul colle tra i castelli di San Vito, Monte Morello, Monte Volpino ed il Borgo di Castelnuovo.

Recanati è sempre stata legata al papa anche se gli fu avversa alleandosi a Federico II di Svevia che in cambio favorì la realizzazione di un proprio porto, l’attuale Porto Recanati.

Sulla città svetta la Torre Civica risalente al XII secolo, al suo fianco si erge una imponente statua a memoria del poeta concittadino Giacomo Leopardi.

Girando per le vie, tra i palazzi patrizi, è facile riconoscere i luoghi che hanno ispirato molti dei suoi versi: la Torre del Passero nel chiostro della Chiesa di Sant’Agostino, il Colle dell’Infinito, la Piazzetta del sabato del villaggio sulla quale si affaccia Palazzo Leopardi.

Ogni parte del centro storico infonde forti suggestioni, il panorama che si gode dal Colle dell’Infinito spazia sulla campagna circostante spingendosi sino ai lontani Monti Azzurri.

Nelle numerose chiese sparse nel centro cittadino, sono custodite opere di inestimabile valore.

Nella Chiesa dei Cappuccini, si può ammirare una pala attribuita al Caravaggio, mentre tele del Lotto si trovano nella Chiesa di S. Maria De’ Mercanti e in quella di San Domenico.

Anche nelle altre chiese, affreschi e tele di mirabile fattura abbelliscono altari e navate.

Nei prossimi giorni a Recanati

Camerano

Antica Cameranum o “Camburan”, fondata dai Piceni nel 1177 viene definita Castello di Camerano come possedimento di Osimo, ma già nel 1198 figura come libero comune.

Secondo la tradizione, con l’arrivo nella zona di Ancona di San Francesco d’Assisi, in occasione del suo viaggio in Oriente, venne fondata la Chiesa di S. Francesco, era l’anno 1292.

Secondo fonti storiche la più antica del territorio di Camerano è la Chiesa dell’Immacolata Concezione.

Sorta come Pieve, ubicata fuori dalla primitiva cinta muraria, ebbe il titolo di San Pietro Apostolo, la struttura originale, fu in diverse epoche rimaneggiata.

Al suo interno è possibile ammirare varie opere come la Madonna di Maratti, sicuramente il personaggio più importante nato a Camerano.

Lo stesso Maratti si occupò del restauro dell’attuale chiesa di S. Faustina originariamente dedicata a S. Nicola di Bari, al suo interno è stata riportata recentemente un’opera del maestro intitolata a San Nicola.

Esiste una Camerano sotterranea, una città nascosta sotto il centro storico.
Sono Le Grotte un ipogeo artificiale di cui ancora non si conosce l’intera estensione, ne il preciso utilizzo, forse rifugio, deposito o luogo rituale.

Consigliata la visita.

Nel dopoguerra lo spirito imprenditoriale dei cameranesi si concretizzò definitivamente.

Nel 1964, dalla fusione delle preesistenti ditte Scandalli di Camerano e Soprani di Castelfidardo, nasceva la fabbrica di strumenti musicali Farfisa, veramente rivoluzionaria per l’epoca.

Seguirono industrie medie e piccole di ogni genere, impegnate, però, in modo particolare, nel settore della lavorazione del legno, dei metalli e della plastica, nonché nel settore dell’abbigliamento.

Industrie che, ancora oggi, contribuiscono in maniera determinante alla non comune ricchezza del paese.

Nei prossimi giorni a Camerano

Osimo

Osimo città di ricca e nobile storia, ancor oggi culturalmente attiva.

Fu municipio romano con il nome di Auximon e nell’età bizantina appartenne alla Pentapoli marittima come centro di rilevante importanza.
Divenne Libero Comune nel 1100, in seguito legato alle signorie dei Malatesta e degli Sforza.

Qui nel 1975 è stato firmato un noto trattato tra Jugoslavia ed Italia.

Una curiosità è rappresentata dalle statue senza testa custodite in Municipio, che hanno dato origine ad uno spiritoso nomignolo degli abitanti: “senzatesta“, appunto, ma è una vicenda più che altro carnevalesca.

Da Vedere

Le cose notevoli da vedere sono anzitutto: la Fonte Magna, ninfeo del primo secolo d.C., posto lungo il viale di Circonvallazione e i bei palazzi del centro storico (via Matteotti, corso Mazzini, piazza del Comune, via dell’Antica Rocca), quindi la Chiesa di San Marco (con una tela del Guercino) e quella di San Nicolò, con un portale gotico trecentesco.

Ha dato lustro alla città il Collegio Campana, frequentato da uomini che poi hanno scritto pagine di storia, come i Papi Leone XII, Pio VIII e il patriota Aurelio Saffi,

L’edificio sembra sia stato progettato da Andrea Vici.

Osimo ospita anche il famoso Santuario dedicato a San Giuseppe da Copertino, comunemente chiamato San Francesco: il santo è protettore degli studenti.

Degno di nota, anche la facciata e i merli guelfì del Palazzo Municipale, all’interno del quale ci sono le ricordate statue senza testa.

Un angolo di grande effetto scenografico è presso il Duomo, nello spazio antistante vengono rappresentati drammi ed altri spettacoli.

Il Duomo, dedicato a San Leopardo, è in conci di pietra, reca una data d’origine antichissima (VIII secolo) anche se risulta rimaneggiato in epoche successive.

A fianco del Duomo, c’è il Palazzo Vescovile che occupa tre lati del cortile antistante la facciata della Chiesa.

Nell’attiguo Battistero, un fonte battesimale notevole degli Jacometti, iscrizioni, dipinti, reperti archeologici e il Tesoro.

Nei prossimi giorni a Osimo

Belforte all’Isauro

Posto ai piedi del monte Carpegna, a pochi metri dal confine con la Toscana, Belforte all’Isauro è sempre stato al centro di contese per la supremazia del territorio.

Da visitare

In corrispondenza di un’ansa del fiume Foglia si erge il Castello restaurato per il volere del Duca Federico da Montefeltro ad opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini molto attivo nel territorio.

Nel cuore di Belforte si trova la Chiesa della Madonna della neve, così chiamata dopo un’incredibile nevicata in pieno agosto.

All’inizio del paese il Tabernacolo Tricuspidato che raffigura le tre fasi salienti della vita della Madonna: l’Annunciazione, la Crocifissione e l’Assunzione.

Ogni anno nel secondo weekend di ottobre si tiene la Festa del miele e dei prodotti autunnali.

Nei prossimi giorni a Belforte all’Isauro

Carpegna

Carpegna, posta a 748 m. di altitudine, è un’ottima stazione di villeggiatura.
Da qui si gode un paesaggio splendido, bene aperto sulle valli circostanti.
Spuntano all’orizzonte, le cime dei caratteristici Sassi Simone e Simoncello.

Al centro del paese domina il Palazzo Carpegna, tardorinascimentale (1675) eretto dal cardinale Gaspare di Carpegna.
Bella la scala a due rampe che, al centro del palazzo, sale fino al grandioso portale.

Se si vuol fare una passeggiata, si può vedere la Pieve di San Giovanni Battista (1323, poi rimaneggiata) della quale resta intatta la parte absidale che ospita i monaci benedettini della Divina Volontà.

Oppure alla casa del Forestale dove si arriva in tre chilometri di ardua salita attraversando una bella foresta di conifere.

Proseguendo per la strada si incontra sulla sinistra il monumento alla memoria del ciclista Riccardo Pantani, quindi si arriva alla Cantoniera di Carpegna, oltre 1000 metri di altitudine, località suggestiva per i boschi, i prati e le vedute.

Il Prosciutto

Il particolare connubio del microclima con la sapiente tecnica norcina, permette la produzione di un prodotto unico dal sapore inconfondibile.

Il Prosciutto di Carpegna è dolce dal sapore delicato e profumato dal colore che diventa sempre più marcato con il trascorrere del tempo oltre i 13 mesi previsti per la stagionatura.

per informazioni: https://consorzioprosciuttodicarpegna.it/prosciutto/

Nei prossimi giorni a Carpegna

Frontino

Frontino è per popolazione, il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino, l’Antico Castrum Frontini, forse di derivazione romana, viene ricordato nel diploma di Ottone IV del 7 Ottobre 1209.

Subì diverse vicissitudini nella sua storia. Nel 1305 divenne dominio dei Brancaleoni di Castel Durante e quindi dei Della Fagiola, poi nel 1355 restituito alla Santa Sede quando i Frontinesi giurarono fedeltà nelle mani del cardinale Albornoz.

Nel 1440 apparteneva ad Antonio di Montefeltro e in seguito a Federico, Conte, poi Duca di Urbino.

Nel 1522 il Castello, sotto la guida del Capitano Vandini, sostenne vittoriosamente l’assedio dei Fiorentini al comando di Giovanni Delle Bande Nere.

Frontino rimase poi sempre fedele al Ducato dei Montefeltro.

Il territorio del Comune si eleva da una quota di 500 a 1000 slm.

Il convento di Montefiorentino

Nella Chiesa del Convento si trova la splendida Cappella dei Conti Oliva, eretta alla fine del XV secolo da Francesco di Simone Ferrucci. Sull’altare un capolavoro di Giovanni Santi, “Madonna col Bambino, santi, angeli e committente” (1489).

Il modo consueto di chiamare Montefiorentino fa ritenere che a portare questo nome sia il luogo dove esso sorge, anche se non possa dirsi né sulla cima né sul fianco di una montagna, ma piuttosto ai suoi piedi.

Nato nel 1248, secondo studi effettuati su alcune bolle papali di Innocenzo IV, nel periodo tra fine ‘600 e inizi ‘700 il convento Francescano di Montefiorentino rappresentò per molti aspetti un’isola ai confini tra le comunità di San Sisto e di Frontino.

All’esterno lungo il viale alberato che lo incornicia si trova un scultura d’acqua di Franco Assetto, il piccolo cimitero e il grande crocefisso in legno ed una croce in legno eretta su un’antica macina da grano del periodo ottocentesco.

Al suo interno è di notevole importanza la Cappella dei Conti Oliva, a pianta quadrata, con un prezioso pavimento a piastrelle maiolicate, dagli storici definita come ” una istantanea delle arti toscane del periodo di fine ‘400″.

La cappella pur inserita in un contesto preciso, si presenta come organismo autonomo, e subito colpisce per il suo preciso linguaggio: il linguaggio raffinato e rigoroso degli artisti toscani.

L’architettura in stile rinascimentale ed eretta su probabile progetto di Simone Ferrucci, su commissione del Conte Carlo Oliva, si caratterizza per i suoi archi che sembrano rispecchiarsi l’uno nell’altro , le profilature in pietra grigia, le finestre rotonde, i sepolcri marmorei finemente scolpiti.

Pur non esistano documenti certi riguardanti la cronologia della cappella, in essa si possono comunque trovare delle date significative: il 1484 nell’iscrizione dedicatoria di Carlo Oliva, scolpita nel fregio che corre tutt’attorno al vano; il 1478 e il 1485 rispettive date di morte Sui sepolcri di Gianfrancesco Oliva e Marsibilia Trinci; il 1489 nella pala dell’altare.

Sull’altare è posta una Madonna con Bambino e Santi, opera del pittore urbinate Giovanni Santi padre del più noto Raffaello Sanzio.

Sono inoltre di particolare interesse una cantoria lignea e un Coro in noce scolpito, opere del XVII secolo e due stalli con inginocchiatoi intarsiati dallo Zucchino ( 1493 ).

Da qualche anno il convento di Montefiorentino è sede della cerimonia di consegna del Premio Nazionale di Cultura ‘Frontino-Montefeltro’, prestigioso riconoscimento assegnato ai maggiori scrittori marchigiani.

Il convento francescano di Montefiorentino è meta obbligata dei viaggiatori amanti dell’arte e della storia.

Per informazioni: https://www.frontinomontefeltro.it/arte-e-cultura/convento-di-montefiorentino/

Nei prossimi giorni a Frontino

Pietrarubbia

Un borgo di pietre morbide che accarezzano gli occhi
Tonino Guerra

Il castello di Pietrarubbia, risale al 1137 con l’intervento di Francesco di Giorgio Martini, subì un’importante ristrutturazione.

In tempi moderni Arnaldo Pomodoro scelse Pietrarubbia per la scuola di perfezionamento nella scultura, sicché all’interno del borgo si possono ammirare alcune opere donate dall’artista.

Dal castello si scorge Pietrafagnana altrimenti nota come il ditone o Dito del Gigante o del Diavolo.

E’ una particolare formazione rocciosa a forma di dito puntato verso il cielo raggiungibile in pochi minuti.
https://visitmontefeltro.it/localita/torrione-di-pietrafagnana/

Nei prossimi giorni a Pietrarubbia

Macerata Feltria

Di epoca romana, solo nel XI secolo la città viene denominata Macerata Feltria, ricostruita sulle macerie della distrutta Pitinum Pisaurense.

Da Vedere

La Pieve romanica di San Cassiano a poca distanza dal centro

L’Area Archeologica di Pitinum Pisaurense con ritrovamenti di una necropoli medievale ed i resti di un edificio termale appena fuori del centro sulla strada che da Macerata Feltria conduce a Carpegna

Nei prossimi giorni a Macerata Feltria