| La Vernaccia di Serrapetrona nasce come ennesima espressione dell'arte del fare di necessità virtù: il freddo e l'altitudine non indifferente dei vigneti esigeva che si escogitasse qualcosa per sostenere il grado zuccherino del vino. Si pensò, allora, di far appassire parte delle uve vendemmiate e di aggiungere, verso dicembre, il mosto così ottenuto al vino provocando una seconda fermentazione. Qialche mese dopo il vino, caratterizzato da profumi fruttati di notevole persistenza e da un gusto piacevolmente variegato, è pronto da bere. Quanto detto vale per le versioni secca o amabile, spumatizzate, che costituiscono la maggior parte della produzione, peraltro piuttosto esigua: in realtà la Vernaccia di Serrapetrona, che deriva dal vitigno omonimo con possibilità di aggiunte, fino a un 10% complessivo, di uve autorizzate nella provincia di Macerata, sole o congiuntamente, può dare risultati assai interessanti anche se vinificata ferma, per quanto questa pratica non tradizionale stenti a trovare il favore dei pochi produttori rimasti. Un indubbio vantaggio, per l'identità della denominazione, è comunque costituito proprio dall'esiguo numero di aziende produttrici: a loro il compito di fare di questa Vernaccia un piccolo grande vino. | ||
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