Tecnologia di lavorazione: Gli alveari destinati alla produzione sono formati da
colonie ben sviluppate ed in buone condizioni sanitarie e da arnie razionali ben mantenute.
Il miele è estratto, lavorato e conservato secondo le seguenti modalità:
1. La smielatura viene svolta subito dopo la raccolta dei melari e ha inizio con
la disopercolatura dei favi dei melari, manuale o a macchina;
2. Segue l'estrazione del miele dal favo, utilizzando smielatori centrifughi;
3. Il miele così estratto viene purificato mediante filtrazione, utilizzando filtri
di vario tipo, preferibilmente disposti in successione con misura delle maglie decrescente
(filtro con rete metallica, filtro a sacco in rete di nylon, etc.) fino ad un diametro minimo di 0,1 - 0,2 mm.
Non è consentita in alcun modo una filtrazione più spinta, come, ad esempio, l'ultrafiltrazione;
4. Segue poi la decantazione, in appositi contenitori detti maturatori, in acciaio inox, per almeno 10 giorni;
5. Il miele così ottenuto, posto in contenitori a norma per la vendita all'ingrosso o al
dettaglio (recipienti di vetro), viene conservato in locali freschi. Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione e condizionamento:
I materiali, le attrezzature devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155.
In particolare si deve far riferimento al Capitolo V ed al Capitolo VIII dell'allegato al suddetto D.Lgs
pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13/06/1997 Serie generale n. 136.
L'arnia tradizionale è quella conosciuta come marchigiana a 12 telaini.
Recentemente è stata sostituita da molti apicoltori con la Dadant - Blatt, generalmente a 10 telaini.
Descrizione dei locali di lavorazione conservazione e stagionatura:
I locali per la lavorazione devono essere conformi al Decreto Legislativo 26 maggio 1997, n. 155.
In particolare si deve far riferimento al Capitolo I ed al Capitolo II dell'allegato al suddetto
D.Lgs pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 13/06/1997 Serie generale n. 136.
Caratteristiche del prodotto finito:
Prodotto di colore da extra bianco ad ambra chiaro (secondo la classificazione impiegata nel commercio internazionale),
di odore di debole o di media intensità, vegetale e/o fruttato e/o floreale, e/o vinoso
e/o di leguminose e/o di girasole, e/o poco fine. Il sapore è variabile da delicato a
mediamente intenso, vegetale e/o fruttato, e/o di miele di leguminose e/o di girasole, e/o
leggermente aromatico, e/o poco fine (presenza di crucifere e/o cipolla).
Lo spettro pollinico è caratterizzato dall'associazione, in proporzioni variabili, di girasole,
rovo, leguminose quali capraggine, medica, trifoglio, ginestrino e lupinella, crucifere, erba strega.
Talvolta rilevante la presenza della famiglia delle Umbellifere.
Nella fascia alto collinare e nei suoli marnoso-arenacei non meno importante è la
presenza di castagno (anche come miele uniflorale), di non-ti-scordar-di-me (Myosotis) e timo,
associati alle leguminose. Oltre al millefiori, nel territorio regionale si producono anche mieli
uniflorali quali: acacia, castagno, girasole, lupinella, melata, le cui caratteristiche
chimico-fisiche, organolettiche e microscopiche rispondono ai requisiti previsiti dalla normativa
vigente e dalle schede di caratterizzazione dei mieli uniflorali.
Area di produzione: Intero territorio regionale. Calendario di produzione:
La stagione produttiva è compresa nel periodo primaverile - estivo e, indicativamente, da aprile ad agosto.
Note: Alla fine dell'ottocento, il Prof. Alessandro Chiappetti realizza l'arnia
di "tipo marchigiano" che consente, per le misure standard di nido e melario, di
eseguire interventi di manutenzione e di allevamento con maggiore facilità rispetto al passato.
Ad Osimo (AN) nasce nel 1903 la FAI (Federazione Apistica Italiana).
Nelle Marche vengono inoltre scritte e pubblicate a cavallo tra l'ottocento e il
novecento, le seguenti riviste: "le api e i fiori" (1888), "il risveglio apistico"
(1900), "l'apicoltura italiana" (1905) e successivamente "l'apicoltore d'Italia".
Canestrini G., Asprea V., Mannelli O., "Apicoltura - XV" edizione rinnovata a cura di Oddo Mannelli, Hoepli, Milano 1955.
(fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002)