il farro

Pianta resistente e rustica, ha spiga compatta con lemmi aristati e due file di spighette unite al rachide. L'altezza della pianta è mediamente 130 cm. La cariosside ha una dimensione simile a quella di un chicco di grano, forma ovoidale, a frattura bianca farinosa e rivestita dalle glume e dalle glumelle che, essendo aderenti, rendono necessaria l'operazione della brillatura. Tipiche lavorazioni del terreno per cereali autunno-vernini. Rispetto al frumento viene seminato più fitto (300 Kg/Ha) e per la sua rusticità necessita di minori trattamenti antiparassitari e diserbanti. La raccolta è leggermente più tardiva del frumento, normalmente a fine giugno. Il prodotto viene conservato come un qualsiasi altro cereale (silos). Il farro subisce la decorticatura e, se richiesto, la perlatura e la macinatura. La tecnica di lavorazione prevede l'utilizzo di decorticatrice, brillatrice e macina. Il farro viene conservato in luoghi freschi asciutti (silos), talvolta anche condizionati. Area di produzione: Intero territorio regionale, prodotto prevalente con metodo biologico. (Pubblicazione della Confcommercio di Pesaro "Le minestre di Farro-piatti ritrovati" (Dante Musso, 1987). Indagine svolta da Graziella Picchi su incarico della Provincia di Macerata. fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Marche. Anno XXXIII, n.° 63, 20 maggio 2002)

Produttori:
- Monterosso
- Azienda Agraria degli Angeli
Farro
Farro
© 2008 www.lemarche.it - Vietata la Riproduzione anche parziale.