12 settembre 2016

Storia e prodotti tipici della Marca Fermana

Ortezzano
Petritoli 10,5 km
Montefiore dell’Aso 14,6 km
Campofilone 7,6 km
Porto San Giorgio 15,4 km
Fermo 6,5 km
Questo itinerario porta il viaggiatore alla scoperta di scorci e prodotti tipici marchigiani visitando due vallate, quella dei fiumi Aso e Tenna.
Due vallate attigue che rivelano due realtà diverse di questa regione, la Vadaso legata all’agricoltura e la valle del Tenna legata al mondo produttivo industriale.
Partendo da Ortezzano ci si trova al centro della Valdaso, senza dubbio una delle valli più fertili della penisola, dove la produzione agricola si è evoluta con il conseguente processo di trasformazione di quanto questa terra produce.
Di origini picene, anticamente Urticinum dal greco Chòrtos che significa pascolo, sorge su una collina lungo il fiume Aso. Sulla cima svetta una torre e quanto resta di una cinta muraria che guarda la vallata, da qui si osserva un panorama che spazia da destra ai Sibillini a sinistra verso il mare scorrendo su tutti i borghi e le ricche campagne.
Da visitare in piazza la Chiesa di Santa Maria costruita nel 1450 a croce greca come la chiesa in località Castelletta edificata nel 1148, a Cisterna invece si possono vedere i resti del primo insediamento piceno.
La vita della città è legata a quella di questa vallata così rigogliosa.
Qui si sono sviluppate diverse attività legate alla frutta ed agli ortaggi di cui questa terra è prodiga, tra questa c’è l’Azienda Catalini che produce, con la passione da generazioni, frutti di molte specie e della migliore qualità. Per poterne assaporare in ogni periodo dell’anno la freschezza provvedono a confezionarla in barattoli di vetro con acqua, zucchero e succo di limone quindi a bollirli a bagnomaria senza uso di conservanti e coloranti chimici, così i sapori e i profumi restano inalterati.
L’Azienda Catalini produce inoltre, confetture, pelati, passata di pomodoro, sapa e il tradizionale “vino cotto”.
Con la sua invidiabile posizione, a metà strada tra il mare ed i monti, Ortezzano è la base ideale per un soggiorno in questa campagna. Qui troviamo diverse strutture dove trascorrere incantevoli giornate di vacanza.
Alla periferia del centro storico, Il Vecchio Gelso propone un soggiorno all’insegna della tradizione Ascolana, alla scoperta delle vita contadina, in un ambiente naturale, dove i cibi hanno il profumo ed il sapore genuino di una volta, dove cordialità e cortesia sono sinceri. La struttura aperta tutto l’anno, dispone di camere arredate con mobili in arte povera, accessoriate tutte di bagno interno con doccia, aria condizionata, televisione, frigo bar, riscaldamento autonomo, posto auto riservato e piscina.
Per i pasti, un’ampia sala ristorante con caminetto dove gustare i piatti tradizionali come Vincisgrassi, Tagliatelle, Grigliate, Olive Fritte all’Ascolana e dolci fatti in casa.
Scendendo lungo la valle troviamo un secondo agriturismo denominato Villa Cru, composto da due strutture rurali della fine ‘800, ristrutturate senza alterarne lo stile architettonico, propone appartamenti e camere, arredati con cura ed in stile rustico tipico, per ospitare da due a sei persone ognuna. Tra le due strutture dell’agriturismo c’è la piscina, ad uso esclusivo degli ospiti, adatta sia per gli adulti che per i bambini, è dotata di un trattamento naturale per la depurazione dell’acqua.
Risalendo verso Ortezzano troviamo un’altro agriturismo, “La Casa degli Gnomi”. In un casolare tipico, ristrutturato mantenendo integra la sua struttura architettonica, l’Agriturismo La Casa degli Gnomi, propone soluzioni di soggiorno da 2 a 6 posti letto, in appartamenti di varie dimensioni arredati in stile rustico, costituito quasi totalmente da pezzi d’epoca, ognuno dotato di cucina, camera matrimoniale e bagno con doccia.
Anche questa struttura è dotata di piscina a disposizione dei propri clienti.
Tranquillità e un natura incontaminata, sono le basi per una vacanza di relax un vero momento per ritemprarsi cancellando la fatica della vita lavorativa.
A dieci minuti da Ortezzano, spostandoci verso il mare Adriatico, visitiamo Petritoli, seconda località di questo itinerario.
Il centro storico è racchiuso come uno scrigno tra le mura del X-XI secolo. Al suo interno, si possono ammirare preziozi edifici testimoni della storia del paese. Per entrare nel borgo, si passa per i Tre Archi, costruiti in stile
gotico nel 1872, sostituendo l’antica porta Petrania. Giunti in piazza si trova l’imponente Torre Civica eretta nel 1831 e da cui si gode un panorama unico.
Girando per le strette vie, si possono vedere altre due strutture importanti, il teatro dell’Iride inaugurato nel 1875 ed ancora attivo ed il Palazzo Vitali in stile gotico veneziano, anche questo della fine dell’800. Una simpatica curiosità la troviamo in via Roma, si tratta di una vite centenaria cresciuta sul muro di una casa. Attorno a Petritoli si trovano innumerevoli altre testimonianze del passato, le urne cinerarie, il cippo miliare, l’antica fonte di Papagnano, le Chiese ed i Santuari di varie epoche. Chi volesse soffermarsi per una visita più attenta troverà alla Scentella la base più idonea dove sostare in una natura incontaminata tra piantagioni di ciliegi, ulivi, noci e querce, odorosa di rosmarino e lavanda.
La Scentella mette a disposizione appartamenti arredati in arte povera con angolo cottura e dotati di ogni confort: televisore satellitare, frigorifero, riscaldamento autonomo al pavimento e aspirapolvere centralizzato. Le finestre sono dotate di zanzariera a scomparsa.
Per raggiungere la tappa successiva ci si sposta sull’altra sponda del fiume Aso alla volta di Montefiore dell’Aso. Il borgo medievale, ha una cinta muraria ben conservata, attualmente sono ben visibili porte e torrioni risalenti al XV secolo. La visita del centro è l’occasione per scoprire scorci caratteristici come la Collegiata di Santa Lucia e godersi in fine il panorama dal Belvedere De Carolis.
Continuando a spostarci verso il est incontriamo su una collina affacciata sul mare il paese di Campofilone. Con la sua caratteristica forma allungata, il borgo lega le sue origini all’Abazia di San Bartolomeo attorno alla quale si formarono i primi nuclei abitativi. L’Abazia fu edificata sui resti di un tempio pagano nel XI secolo, in stile romanico, ma nel 1800 venne abbattuta per dar spazio ad una chiesa più grande in stile neoclassico, della prima chiesa resta traccia dell’Orto Abaziale nella parte occidentale del paese. A sovrastare le case, sta una torre merlata del XIV secolo, voluta da Fermo a difesa del Castello di Campofilone. Ma ciò che ha reso famoso questa cittadina è la produzione della pasta, vantando una tradizione antica, sin dal ‘400 si parla di
“maccheroncini fini fini” per indicare quelli fatti a Campofilone. Oggi diverse aziende producono e commercializzano, non più solo localmente ma esportandolo in tutto il mondo, questo prodotto nel rispetto delle tradizioni e nella cura di ottenere un prodotto di qualità. Tra queste Il Pastificio Artigianale Leonardo
Carassai, sta emergendo impegnandosi nel proporre un prodotto di altissima qualità realizzato con materie prime sceltissime, e seguendo la ricetta tradizionale che vuole dieci uova per un chilo di farina. La Pasta Deci Ova e L’Oro di Campofilone sono prodotte da Leonardo Carassai, portabandiera di una tradizione familiare che inizia nel 1850, in uno stabilimento nel centro del borgo, con le più moderne tecnologie ma con la stessa cura nella manualità e nel rispetto dei tempi naturali di essicazione. Questo permette di proporre un
prodotto veramente superiore che portato sulla tavola fa ritrovare il vero sapore della pasta fatta in casa, con il profumo delle cose buone.
Continuando a spostarci sulla costa in direzione nord si giunge nella ridente cittadina di Porto San Giorgio.
Già nota ai greci e definita da Plinio Castellum Firmanorum nella sua Naturali Historia.
Da sempre importante centro di scambio di traffici marittimi per l’entroterra, in particolare per Fermo.
Ancora oggi si possono scorgere i resti dell’antica cinta muraria fatta erigere tra il XIII e XIV secolo dal vicino comune per difendere il porto dalle incursioni turche. Per volere di Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo, fu costruita la rocca denominata a suo ricordo Rocca Tiepolo, baluardo a vedetta della costa, vigile sui porti del territorio fermano da Grottammare a Civitanova.Questo legame alla vicina Fermo le conferisce uno sviluppo ed una importanza sempre crescente, che perdura sino ai nostri giorni. Il porto commerciale è divenuto oggi turistico-peschereccio e con la una superficie di 140.000 mq è il più grande porto turistico dell’Adriatico.
In stile neoclassico sono la Chiesa di San Giorgio, il Teatro, e Villa Bonaparte che potremmo definire l’unica reggia nella regione, realizzata da Girolamo Bonaparte fratello di Napoleone.
Non può mancare in una città marinara un locale caratteristico per la cucina di pesce e a Porto San Giorgio si chiama Trattoria Lorè. Da Lorè i piatti tipici della tradizione marinara, vengono preparati oggi, seguendo ricette tipiche portosangiorgesi, nel rispetto della regola di proporre solo pesce fresco dell’Adriatico, e quindi stagionale.
Tutte le portate sono eccellenti, gli antipasti, le paste, le fritture e le grigliate sanno di pesce ottimo e freschissimo, non mancano piatti particolari come la Trippa di mare e lu susciu. Un sosta per inebriarsi di sapori veramente unici.
Non resta ora che spostarsi verso l’interno per arrivare alla vicinissima Fermo.
Di antiche origini, FirmumPicenum era colonia romana, con ampia autonomia, quando nel I secolo d.c., fu edificato il complesso sotterraneo delle grandi cistarene, unico per l’estensione in Italia, giunto sino ai nostri giorni in perfetto stato di conservazione, dimostrazione dell’abilità romana nella tecnologia idraulica, nella realizzazione di questi serbatoi d’acqua urbani.
Divenuto libero comune nel 1199, si legò con la città di Venezia che cercava consensi per ottenere il controllo dell’Adriatico, tanto che nel XIII secolo due podestà fermani furono eletti dogi della Serenissima.
Papa Sisto V, diede vita all’università di Fermo, ma già Lotario I nel 825 vi aveva istituito una delle prime otto scuole pubbliche d’Italia. Città di studi, cultura ed arte conserva intatto un centro urbano rinascimentale, che partendo dalla bellissima Piazza del Popolo si sviluppa per vicoli e strade tra palazzi nobiliari, chiese e portali artistici. Fermo vanta una ricca pinacoteca situata al secondo piano del Palazzo dei Priori, il più antico palazzo della Città, una biblioteca di importanza nazionale per il numero di antichi libri che vi sono custoditi oltre alla splendida Sala del Mappamondo.
La storia fermana è ricca anche di tradizioni popolari che si tramandano nel tempo come l’annuale Cavalcata dell’Assunta, rievocazione storica che si ripete ogni 15 agosto, dal 1182.
Altre tradizioni del territorio sono legate alla cultura alimentare e qui, a Fermo in contrada S.Girolamo da oltre 50 anni al Salumificio Mezzaluna si producono le specialità della tradizione norcina marchigiana.
Frutto di antiche ricette e di una selezione accurata di carni suine, allevate in modo sano e tradizionale, la famiglia Mezzaluna mette tutta la propria esperienza in campo alimentare per far rivivere, con i suoi salumi, l’antica tradizione artigianale di questa terra.
Un vero piacere per il palato con vere specialità come il salame morbido, il salame lardellato, il salame fermanello, il fegatino, la coppa di testa, la lonza ed il prosciutto, tutti realizzati con passione e accurata scelta delle materie prime.
Si conclude qui questo percorso che si sviluppa sulle colline di questa parte delle Marche, dall’alto delle quali è possibile godere un panorama unico sulla sottostante campagna, ricca di colture ed orti. Uno sguardo, infine, sulla costa Adriatica, per scorgere il mare da San Benedetto al Conero, sicure tappe di prossimi itinerari.

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