I MICROSCOPICI "UOMINI" DI CINGOLI
Tra
gli incontri ravvicinati di "terzo tipo" accaduti in Italia, ha
assunto un interesse notevole quello capitato a Col Cerasa di Cingoli, nel
maceratese, il 25 ottobre del 1954. Le relative indagini vennero svolte, oltre
che dalla polizia di Cingoli e di San Severino Marche, anche dalla polizia
scientifica di Napoli e da Andrea Quintini, presidente dell'allora Associazione
di Ricerche Scientifiche "Bilancia" di Ancona, su i cui resoconti
ora ci basiamo.
Nel pomeriggio di quel giorno due ragazzi, Marziano Giampieri e Pacifico Tantucci,
stavano pascolando un gregge di pecore in un prato cespuglioso alle falde
del Monte Sgaggia, nei pressi della località chiamata Col Cerasa. Verso
le ore diciassette, i due si allontanarono dal pascolo per andare a comperare
una merenda. Ritornati poco dopo sul prato, udirono i cani abbaiare rabbiosi.
Notarono anche che il gregge si era un poco allontanato da dove lo avevano
lasciato,come se qualcosa lo avesse disturbato. Poi Giampieri, avvicinandosi
casualmente ad un cespuglio vicino al bivacco, notò muoversi tra la
siepe qualcosa di strano. Avvicinatosi ulteriormente, il ragazzo vide distintamente
tre esseri molto piccoli, goffi e sgraziati, dalle sembianze vagamente umane,
con una grossa testa schiacciata sopra un corpiciattolo gracile fasciato da
indumenti lucidi e scuri con riflessi metallici. Secondo Giampieri i tre non
avrebbero superato i trenta centimetri di altezza. Poco distante da questi
c'era una specie di barilotto, che secondo una stima approssimativa fornita
dai due, doveva misurare settanta centimetri di altezza e centocinquanta di
lunghezza. Alla vista dei ragazzi i tre esseri si precipitarono all'interno
del barilotto che, dopo pochi secondi, decollava verticalmente emettendo un
lungo sibilo. Giunto a una ventina di metri di quota, l'oggetto misterioso
espulse una specie di palla di fuoco che cadde a terra esplodendo fragorosamente.
I due ragazzi furono anche investiti da un violento spostamento d'aria mentre
l'oggetto spariva a velocità elevatissima verso est.
I pastori fuggirono presi dal panico. Poi andarono a raccontare il fatto ai
rispettivi famigliari, che dapprima stupiti, raccontarono successivamente
l'episodio ai vicini. Ad avallare il racconto di Giampieri e di Tantucci,
ci fu successivamente la dichiarazione di una contadina del posto, Maria Ruggieri,
la quale si vide passare l'oggetto sopra la testa probabilmente dopo il decollo.
Nei giorni successivi la stampa locale e nazionale si impadronì della
storia, dando una versione assai imprecisa e ironica di un fatto che a tutt'oggi
è considerato dagli ufologi uno dei più significativi casi di
atterraggio-ufo mai accaduti in Italia.
La
sezione culturale e divulgativa del Mystery Investigation & Research -
M.I.R.