Negli
archivi storici dell'associazione nazionale M.I.R. è stato ritrovato
un fascicolo riguardante un eccezionale caso dei primi anni settanta su un quadro
attribuito addirittura a Leonardo da Vinci che un commerciante di Montelupone
(Mc) Mariano Bordoni, scoprì quasi casualmente nella propria soffitta
mentre frugava per riassettarla. Bordoni, infatti notò l'antico dipinto
raffigurante il volto coronato di spine di un "Cristo Redentore" di
dimensioni 73 cm per 50. Fino a qui, niente di particolare, però nell'osservare
più accuratamente il quadro Bordoni si rese subito conto che la figura
del dipinto e i suoi colori mutavano in maniera sicuramente anomala a seconda
di come veniva osservato. Nei giorni che seguirono il ritrovamento spesso accadeva
che l'immagine cambiava di colore e di intensità, indipendentemente dalle
condizioni di luce e ombre della stanza da dove veniva osservato. Incuriosito
da quello che stava accadendo Bordoni decise di far esaminare il dipinto dal
professor Mario Panepucci perito del tribunale di Roma, la tela venne affidata
a questo esperto d'arte antica per accurate analisi. Dopo alcuni mesi venne
reso noto il verdetto si trattava di un dipinto cui venne dato nome di "Ecce
Homo" da attribuire all'arte di Leonardo Da Vinci. La notizia già
di per se rivestiva un valore del tutto eccezionale dal punto di vista artistico
e storico, ma le sorprese erano affatto finite. Riportando a casa il dipinto,
il fortunato proprietario continuò a notare costantemente variazioni
di colore e intensità quasi come se il quadro proiettasse parte del suo
cromatismo sulle pareti e sugli oggetti vicini che gli si trovavano innanzi.
Bordoni attribuì la cosa ad uno strano effetto ottico, così che
decise di scattare delle fotografie. Queste, a sviluppo terminato, portarono
alla luce altri straordinari effetti che ad occhio nudo non potevano essere
osservati. Esse infatti non solo riportavano le variazioni di luce di osmosi
e colorazione del dipinto così come potevano essere osservate normalmente,
ma riproducevano sulla carta fotografica anche immagini inquietanti di volti
umani, in trasparenza che davano la sensazione di materializzarsi all'istante.
Le varie foto scattate in sequenza presentavano all'interno del quadro, ogni
volta differentemente, immagini e volti nuovi poste diversamente dai precedenti.
Del caso fu informata anche la sensitiva Anna Velardi di Macerata, esperta e
studiosa di fenomeni paranormali . Anch'ella decise di scattare al dipinto altre
fotografie, le quali continuavano a mostrare le strane figure di volti, inoltre
in alcune di esse, venivano notate anche altre manifestazioni anomale quali
trasparenza, moltiplicazione dell'immagine e sdoppiamento. L'eccezionale straordinarietà
dell'evento venne alla luce nel mondo degli studiosi di fenomenologie insolite
e parascientifiche, e del dipinto se ne interessò anche il professore
spagnolo German De Argumosa membro della Società Internazionale di Investigazioni
Psicologiche e Religiose, e socio dell'organizzazione cattolica di parapsicologia
"Imago Mundi" che, in altre occasioni si era interessato di casi appartenenti
a vari tipi di teleplastia e/o ideoplastia (dal greco eidos = immagine, idea
e plàssein = plasmare, modellare, nel senso di modellatura ottenuta da
una idea, ossia: immagini di origine anomala impresse a distanza in maniera
telecinetica o telepatica). Il caso del dipinto del "Cristo" di Leonardo,
all'epoca venne esposto anche in vari convegni di parapsicologia in Italia e
in Inghilterra, suscitando sempre molta attenzione e scalpore, anche per il
fatto che a differenza di altri casi analoghi, questo fenomeno sembrerebbe assolutamente
spontaneo e indifferente al luogo al modo e alle persone che vi si trovano di
fronte. Vista l'importanza del fatto anche a distanza di un trentennio, la sezione
parapsicologica dell'associazione nazionale Mystery Investigation & Research
- M.I.R., si interesserà nuovamente al misterioso dipinto, considerando
che in passato i nostri esperti hanno altre volte affrontato diversi casi fenomenici
di origine simile.
A breve i ricercatori della suddetta sezione riapriranno il caso avvalendosi
inoltre delle moderne apparecchiature tecnico scientifiche dedicate, cercando
così di portare nuovamente alla luce nuove e più dettagliate prove
e analisi sul prezioso quanto misterioso dipinto.
La sezione culturale e divulgativa del Mystery Investigation & Research - M.I.R.